
History Telling
Questo podcast racconta la storia di Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, dal suo inizio come giovane medico nel 1883 fino a diventare un'icona pop. Attraverso gli episodi, esplora come Freud scoprì l'inconscio e rivoluzionò la cultura occidentale, la pratica medica e il rapporto con la fede. La quinta stagione, intitolata 'Sigmund Freud. La scoperta dell’inconscio', è scritta da Paolo Colombo con Paolo Gomarasca e prodotta da Il Sole 24 Ore.
Episodi
Freud. La scoperta dell’inconscio | Trailer
Chiunque, prima o poi, ha incontrato nella propria vita Freud e le sue idee. E ha imparato, grazie ai suoi insegnamenti, che non siamo mai pienamente padroni di noi stessi e che il nostro passato in realtà non passa mai, ma vive in ogni giorno presente, modellando il nostro futuro. Cura editoriale: Andrea FranceschiRegistrazione e sound design: Daniele VaschiDesign director: Laura CattaneoMarketi
07. Un sogno così | Volare: storia epica di una piccola, grande rivoluzione
Sanremo, 1958. Un Festival “della canzone” ingessato da regole non scritte, gesti misurati, voci grandi ma costrette in schemi stretti stretti. Poi arriva uno sconosciuto. Domenico Modugno sale sul palco e, con un semplice gesto, cambia tutto: apre le braccia, mette il corpo nella canzone, accende il pubblico. Intorno, la tradizione impeccabile di Nilla Pizzi e Claudio Villa si incrina sotto la so
06. Un sogno così | La Tv dei ragazzi, Tribuna Politica e Radio Sardegna: storie di grandi cose realizzate con piccoli mezzi
Il 2 gennaio 1958 nella casa di Carlo e Liliana, protagonisti della nostra storia, arriva un oggetto destinato a cambiare tutto: un televisore. Da quell’attesa davanti al monoscopio nasce un racconto che intreccia famiglia, democrazia, cultura e futuro. È la storia di Jader Jacobelli, visionario della Rai che credeva in una TV capace di educare senza divorare il tempo libero, e di Radio Sardegna,
05. Un sogno così | L’inondazione del polesine e la miniera di Marcinelle: due storie da non dimenticare
Nell’estate torrida del 1956, la vita quotidiana di Carlo si intreccia con una delle pagine più dure della storia italiana. Dallo sfollamento della guerra alle migrazioni forzate del Dopoguerra, questo podcast attraversa le campagne allagate del Polesine e le città affamate di quell’Italia. È la storia di uomini e donne spinti lontano da casa, fino alle miniere del Belgio, dove il lavoro diventa c
04. Un sogno così | L’autostrada del sole e Giovannino Guareschi: una rivista val più di un manuale di Storia
Basta una fotografia su “Epoca”, nel 1955, per additare la grande storia che si sta svolgendo: Carlo guarda un servizio sulla nuova Fiat 600 e osserva nascere l’Italia moderna. L’auto simbolo del boom, le autostrade, le vacanze, le rate mensili: il futuro che avanza travolgente. Ma accanto al sogno corre l’ombra del dubbio, incarnata dalla foto di Guareschi in carcere, punito per la sua satira dal
03. Un sogno così | La nascita della RAI e Carosello: una storia (poco raccontata) di lungimiranza
Il 3 gennaio 1954 la voce suadente dell’annunciatrice Fulvia Colombo avvia la storia della TV italiana e, con essa, una nuova era. Carlo, il giovane protagonista del romanzo, all’inizio della propria vita di commerciante, non può permettersi televisore, come la quasi totalità degli italiani. Ma il fascino del piccolo schermo cresce rapidamente. Si fa sempre più impellente organizzare la pubblicità
02. Un sogno così | La legge truffa (e una bella storia di democrazia)
Nel 1953 la Democrazia Cristiana riesce far passare, nonostante forti opposizioni, una nuova legge elettorale maggioritaria che, nei progetti, potrebbe darle molto a lungo una maggioranza salda in parlamento e che viene presto definita “legge truffa” da chi vi avverte uno spiacevole retrogusto di Fascismo. Pietro Calamandrei, contrario, esce dalla alleanza democristiana e, per opporsi, fonda con a
01. Un sogno così | La rinascita del Teatro alla Scala
Milano, 1946. La guerra è finita da poco, le ferite sono ancora aperte, ma il Teatro alla Scala risorge dalle macerie. Questo episodio ci porta dentro una sera irripetibile: l’11 maggio, quando i milanesi si radunano per ascoltare l’Opera che torna a risuonare, risvegliando la vita. Liliana, diciotto anni, protagonista della nostra storia, assapora una Milano povera ma ostinata, che si riconosce d
06. Mandela. Il primo attacco all’apartheid | Mi chiameranno libertà, come una bandiera sventolante
Col passare del tempo, Nelson Mandela comincerà a convincersi che bisogna radicalizzare la lotta e che non ci siano alternative alla resistenza armata. Dirà che “a un certo punto, si può solo rispondere al fuoco col fuoco”. Ma non sarà questa la sua ultima idea, né tantomeno quella vincente: si può combattere per la libertà in tanti modi, e quello praticato sul campetto di calcio dove nel 1955 era
05. Mandela. Il primo attacco all’apartheid | L’architettura dell’apartheid
I lavori del Congresso anti-apartheid avventurosamente sono stati infine portati a termine, ma la polizia inizia un laborioso processo di raccolta di nominativi e dati anagrafici di tutti i presenti che sono costretti a lunghe file davanti due tavoli. Uno per i delegati neri, l’altro per i bianchi, giusto per rimarcare una ennesima volta come stanno le cose. Ma tutti, pazienti e determinati, conti
04. Mandela. Il primo attacco all’apartheid | Le porte della cultura saranno aperte
Quando Mandela verrà rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Robben Island, lui e i suoi compagni di prigionia non smetteranno comunque mai di esortarsi reciprocamente ad alimentare la propria cultura e a continuare ad apprendere: organizzeranno lezioni segrete su ogni genere di argomento possibile, ininterrottamente. Tra loro la chiameranno “Università di Robben Island”, quel posto orrendo.
03. Mandela. Il primo attacco all’apartheid | Perché il mondo sappia
È la mattina di domenica 26 giugno 1955, la vera e propria giornata della Freedom Charter: bisogna leggere e adottare i suoi dieci capitoli. A Kliptown si fa la cosa più naturale, nella forma più antica, nel significato più profondo della messa in gioco della responsabilità personale. I delegati leggono… e poi votano per alzata di mano. Non potrebbero fare diversamente perché non hanno nessun altr
02. Mandela. Il primo attacco all’apartheid | Una montagna di richieste
25 e 26 giugno 1955. Campo da calcio di Kliptown, il più antico distretto residenziale di Soweto: il totale dei presenti si aggirerà tra le 5.000 e le 7.000 persone. Ad ogni delegato viene consegnata una copia della bozza della Carta della libertà che bisogna approvare. Striscioni e cartelli con slogan dappertutto. Nelson Mandela, che un bando del governo ha costretto ad espellere dall’organizzazi
01.Mandela. Il primo attacco all’apartheid | Una storia pazzesca
Quando Nelson Mandela nasce, il suo nome indigeno è Rolihlahla, che significa “colui che porta guai”, e, insomma, vorrà dire qualcosa. In ogni caso si adatta bene alla nomea che si farà già da ragazzino come spirito competitivo e orgoglioso. Fatto sta che quando ha sotto gli occhi la bozza del primo articolo della Freedom Charter, la Carta delle libertà che si vuole approvare nel giugno 1955, capi
09. Elizabeth. La donna del secolo | Farewell, Your Majesty
(2006-2022) - Crisi finanziaria del 2008-2009, referendum in Scozia e Brexit, epidemia di Covid… Anche gli ultimi anni di regno sono irti di ostacoli per la Monarchia. Non che vada meglio all’interno della famiglia reale; se da un lato l’operazione di riabilitazione dell’erede al trono si è compiuta con il matrimonio nel 2005 con l’amante di un tempo, Camilla Parker-Bowles, dall’altro nuovi guai e
08. Elizabeth. La donna del secolo | La nonna
(1996-2006) - Il secolo che si chiude vede comparire nuovi idoli all’orizzonte: David Beckham e le Spice Girls fanno impazzire mezzo mondo ma anche a Downing Street, il nuovo giovane e dinamico Primo Ministro labourista Tony Blair non scherza. In questa atmosfera da Cool Britannia, però, la Monarchia affronta una delle crisi istituzionali più gravi dall’inizio del regno di Elizabeth: la tragica e
07. Elizabeth. La donna del secolo | La madre
(1986-1996) - Tra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90, la Monarchia tocca probabilmente il punto più basso nella popolarità a causa dei ripetuti scandali che coinvolgono la famiglia reale. I figli di Elizabeth, in particolare, non fanno mancare la materia prima ai tabloid: chi si separa, chi divorzia, chi tradisce. Mentre l’era Thatcher si chiude e si apre quella del premier Major, n
06. Elizabeth. La donna del secolo | L’icona
(1976-1986) - Elizabeth è molto più a proprio agio nel celebrare il 25° anniversario di regno che non il Mondiale di calcio vinto qualche anno prima. È tempo di festeggiamenti maestosi ma anche di plateali proteste, e il Silver Jubilee segna il passaggio a un decennio di forti tensioni sociali che l’irriverenza punk dei Sex Pistols fotografa chiaramente. Mentre la nuova leader conservatrice, Marga
05. Elizabeth. La donna del secolo | La giocatrice
(1966-1976) - Tra gli anni ’60 e gli anni ’70 i cambiamenti della società britannica investono anche la relazione tra sudditi e Monarchia: è finita l’era della deferenza rispettosa e dell’entusiasmo che era seguito alla Coronation. Ad accendere gli animi degli inglesi ora sono i Campionati Mondiali di calcio: e saranno un evento davvero mitico, oltremanica! L’unica, memorabile, vittoria inglese. O
04. Elizabeth, la donna del secolo | La sorella
(1956-1966) - Elizabeth sale al trono in un momento per nulla semplice: a complicate situazioni politiche internazionali (la crisi del Canale di Suez, prima fra tutte) fanno da contraltare altrettanto spinose questioni interne al Palazzo: la sorella Margaret si è imbarcata in una relazione con Peter Townsend, un ex militare, quasi quarantenne, separato con due figli: ancora una volta, una storia d
03. Elizabeth, la donna del secolo | La regina
(1946-1956) - Tra i compiti di una principessa c’è quello di trovarsi un buon marito ed Elizabeth non ci mette molto: anche se ha solo tredici anni, quando si trova davanti per la seconda volta Filippo Mountbatten sente che è quello giusto. Scelta inusuale, perché lui non è esattamente una figura di spicco fra le teste coronate, ma Elizabeth fa valere la propria volontà. Si sposeranno nel 1947 e s
02. Elizabeth. La donna del secolo | La meccanica
(1936-1946) - Elizabeth viene istruita al suo futuro mestiere: cosa molto, molto delicata. La piccola Lilibet ci si applica con impegno. E i risultati si vedranno: la sua padronanza delle questioni istituzionali e di protocollo non verrà mai messa in discussione. Ma c’è altro di cui preoccuparsi: scoppia una terribile guerra mondiale, e gli effetti si sentono anche a Palazzo, dove arriva l’austeri
01. Elizabeth. La donna del secolo | La principessa
(1926-1936) - Per ricostruire la storia della regina più famosa della storia contemporanea è necessario ripartire dagli inizi, da quando era “soltanto” una principessina col nasino delicato e i boccoli nella Gran Bretagna di fine anni Venti. Questo episodio del podcast ripercorre la storia d’amore dei suoi genitori e le circostanze - anche politiche - della sua nascita, portando alla luce elementi
06. Guareschi e il coraggio di dire no | Il ritorno a casa
Quando, tra l’aprile e il maggio del ’45, si aprono i cancelli dei lager, gli IMI sono vittime di un altro paradosso: sono liberati ma non liberi, presi in consegna dagli Alleati. Inglesi, francesi, russi: fra biechi calcoli politici e scandalosa indifferenza, i prigionieri italiani sono trattenuti nei campi di raccolta per mesi e mesi. E neppure in patria ci si preoccupa di loro: un prolungamento
05. Guareschi e il coraggio di dire no | La Regia università di Sandbostel
Un elemento di forza nella resistenza opposta dagli IMI agli orrori del lager è la cultura. Gli IMI studiano, come e quando possono. C’è chi, facendosi aiutare dai più istruiti, prepara la tesi laurea: un modo come un altro per tenersi aggrappati alla vita. Sono organizzate conferenze e lezioni clandestine sui più disparati argomenti: chi sa, insegna agli altri. La “Regia Università del lager” la
04. Guareschi e il coraggio di dire no | Restare liberi in prigionia
Le angherie, la fame, i soprusi, il lavoro forzato, il freddo, le malattie, l’inedia: di questo è fatta per 19 mesi la vita di uomini che si consumano nella deportazione, devastati dalla fame e mangiano ogni cosa capiti loro a tiro, persino il cane di un sergente della Ghestapo! Uomini che, però, non dimenticano mai la dignità profonda della propria scelta: «Per rimanere liberi bisogna, a un bel m
03. Guareschi e il coraggio di dire no | Non muoio neanche se mi ammazzano
I tedeschi non sanno come definire i soldati catturati: erano alleati poco prima e ora non lo sono più, una metà del loro Paese combatte ancora a fianco della Germania e l’altra metà ci si è schierata contro, non sono propriamente prigionieri di guerra perché non sono stati presi in combattimento. Non godranno quindi nemmeno di quel minimo di riguardo fissato dal diritto internazionale e garantito
Guareschi e il coraggio di dire no / Un uomo libero ma sovversivo
Tutto inizia l’8 settembre del 1943, con le truppe italiane lasciate allo sbando dall’armistizio sottoscritto con gli anglo-americani dal governo del re: un re che lascia Roma e se ne va al sud, a Brindisi, di fatto sotto la protezione degli ex-nemici e non ci fa una gran figura. I nazisti, nel dubbio, rastrellano tutti i militari italiani e offrono loro l’atroce alternativa: combattete con noi o
02. Guareschi e il coraggio di dire no | Un uomo libero ma sovversivo
Tutto inizia l’8 settembre del 1943, con le truppe italiane lasciate allo sbando dall’armistizio sottoscritto con gli anglo-americani dal governo del re: un re che lascia Roma e se ne va al sud, a Brindisi, di fatto sotto la protezione degli ex-nemici e non ci fa una gran figura. I nazisti, nel dubbio, rastrellano tutti i militari italiani e offrono loro l’atroce alternativa: combattete con noi o
02. Guareschi e il coraggio di dire no | Un uomo libero ma sovversivo
Tutto inizia l’8 settembre del 1943, con le truppe italiane lasciate allo sbando dall’armistizio sottoscritto con gli anglo-americani dal governo del re: un re che lascia Roma e se ne va al sud, a Brindisi, di fatto sotto la protezione degli ex-nemici e non ci fa una gran figura. I nazisti, nel dubbio, rastrellano tutti i militari italiani e offrono loro l’atroce alternativa: combattete con noi o
02. Guareschi e il coraggio di dire no / Un uomo libero ma sovversivo
Tutto inizia l’8 settembre del 1943, con le truppe italiane lasciate allo sbando dall’armistizio sottoscritto con gli anglo-americani dal governo del re: un re che lascia Roma e se ne va al sud, a Brindisi, di fatto sotto la protezione degli ex-nemici e non ci fa una gran figura. I nazisti, nel dubbio, rastrellano tutti i militari italiani e offrono loro l’atroce alternativa: combattete con noi o
01. Guareschi e il coraggio di dire no | Mezzo milione di Antifascisti
Una storia che può cambiare il nostro modo di pensarci come popolo. La storia di oltre mezzo milione d’italiani che scontano due anni di lager perché sono determinati a dire “NO” al fascismo, al nazismo e alla loro assurda guerra. Pensa che Paese si sarebbe potuto costruire su una storia così. Ma le cose sono andate diversamente. Nonostante qualcuno ci avesse provato, a raccontarla, questa storia.
06. Ceausescu, il monarca comunista | La fine del mostro
In poche ore un regime ultraventennale crolla su se stesso. Ceausescu fugge dalla capitale ma finisce comunque nelle mani dei “rivoluzionari”. Segue un processo sommario. E una fucilazione ancor più affrettata. E tutto sembra rapidamente giunto alla fine. Ma, come in ogni storia horror che si rispetti, il mostro non è morto: ritorna. E cammina ancora con passo pesante per le strade di Bucarest. Il
05. Ceausescu, il monarca comunista | Venti di rivoluzione
Persino le nascite dei bambini, per far crescere quanto più possibile il popolo di comunisti, vengono pianificate: gli orfanotrofi-lager rumeni ne sono la tragica prova. Anche lo sport è controllato dal dittatore e dal partito: la squadra della Steaua Bucarest, che arriva in finale di Coppa dei Campioni nel 1986 e nel 1989, ne è l’incarnazione. Ma proprio in quel 1989, venti di rivoluzione soffian
04. Ceausescu, il monarca comunista | Deliri di grandezza
La Romania di Ceausescu, nelle intenzioni del dittatore, dovrà rendersi autonoma economicamente, dovrà produrre quanto nessun altro, dovrà riedificare Bucarest, la propria capitale, a misura della propria grandezza,: e la polizia segreta, la famigerata Securitate, dovrà vegliare assiduamente su questo processo. Un progetto di crescita o un delirio di onnipotenza?
03. Ceausescu, il monarca comunista | Ritratto di un Conducător
Si può dire quello che si vuole di Ceausescu ma non che gli manchi un certo fiuto politico. È un dittatore, ma i leader di tutto il mondo lo trattano come un governante illuminato, aspira addirittura al premio Nobel per la pace, sua moglie Elena viene riconosciuta ovunque quale scienziata di alto livello: però è arrivata solo alla quarta elementare. Ma cosa c’è di vero in questa storia? Testo e v
02. Ceausescu, il monarca comunista | Fra Adolf Hitler e Mickey Mouse
La storia della Romania è una storia per molti versi di splendore e di profondi legami con l’Europa. Ma poi passa attraverso i legami con il nazismo di Adolf Hitler e con l’imposizione del governo stalinista. Fino alla presa di potere da parte non di Dracula ma di un semi-dio: Nicolae Ceausescu. E i riconoscimenti a quel suo potere arrivano persino da Mickey Mouse! Testo e voce: Paolo ColomboCura
01. Ceausescu, il monarca comunista | Dracula e i rumeni
Cosa ha a che fare la storia della Romania con Dracula il vampiro? Forse poco o nulla. O forse molto, se è vero che di un pezzo non lontano del loro passato, come i protagonisti di certi film horror, i Rumeni spesso non amano parlare: quel pezzo di passato è legato alla dittatura comunista. E quando il comunismo inizia a crollare, la Romania sembra l’unico paese a tener duro. Come mai? Che storia
Consigliato

SaggioPodcast by SaggiaMente

Capitale comune

Finance Breakfast - Il podcast di Starting Finance

Una per tutte

Italian Podcast italiano facile Quattro Stagioni con Laura, by Alessandra Pasqui

Le idee di Repubblica

Storie per bambini – il podcast di racconti per bimbi dai 2 ai 5 anni

I Podcast Miti & Folklore

Il podcast di Piergiorgio Odifreddi: Lezioni e Conferenze.

Le Amazzoni del Benin: voci di donne, pratiche di cura

Berlinguer. A Love Story - Il Podcast

Power Pizza