
L’oblò
Il racconto della politica, i suoi tic, le sue contraddizioni, la propaganda e le polemiche. Quello che arriva da lontano, e quello che capita nel cortile di casa nostra. I grandi temi, ma anche le storie apparentemente minori, perché tutto intorno a noi è frutto di scelte politiche. Spiegate e commentate attraverso L’oblò di Francesca Schianchi. Tutti i giorni, dal lunedì al venerdì.
Episodi
Le Pen, il braccialetto elettronico e il popolo giudice
Con una sentenza attesissima, ieri, è cominciata la campagna elettorale anche in Francia, quella che porterà l'anno prossimo all'elezione del successore di Emmanuel Macron all'Eliseo. La leader del partito di estrema destra Rassemblement national, Marine Le Pen, ha ricevuto una condanna per appropriazione indebita di fondi del Parlamento europeo. Ma le è stata tolta l'ineleggibilit
La giostra delle elezioni e un italiano su due che non vuole salire a bordo
Manca ancora un anno alle elezioni, ma i partiti stanno già scaldando i motori. Permangono molte incognite, dalla legge elettorale al fattore Vannacci che non si sa se andrà o meno in coalizione col resto della destra. Speriamo che, con l'avvicinarsi dell'appuntamento elettorale, aumentino gli italiani interessati: a oggi, resta un bacino monstre di non intenzionati al voto che si aggir
L’ordine restrittivo e Davide contro Golia
Il vertice Nato che si apre domani ad Ankara è un appuntamento delicatissimo. Per tutti gli europei, ma soprattutto per la premier Giorgia Meloni. Sarà il primo faccia a faccia con Donald Trump dopo le tensioni delle scorse settimane, a cui si è aggiunta una coda velenosa ieri sera: un post del presidente su Truth, una foto di Meloni corredata dalla scritta "Serve un ordine restrit
Trump, Meloni e le stoccate che non fanno effetto
Non era mai stato atteso con tanta curiosità come quest’anno, il tradizionale ricevimento all’ambasciata americana per festeggiare l’Independence day. Dopo le tensioni tra Donald Trump e Giorgia Meloni delle settimane scorse, il governo è accorso in forze, e i ministri hanno fatto a gara a dire che i rapporti sono serenissimi, tra amici non sempre si è d&rs
Il Quirinale in anticipo e il concetto di destra
Giorgia Meloni ha aperto la partita del Quirinale due anni e mezzo prima della scadenza. Più che un reale spunto di dibattito, mi è sembrato un diversivo utile a deviare l’attenzione dall’onnipresente generale Roberto Vannacci e a dare ad alleati ed elettori un collante ancora più forte delle elezioni politiche.
Le ragioni che potrebbero spingere Putin a una trattativa
Sono cominciati i 60 giorni che devono portare da un accordo firmato virtualmente con molti punti interrogativi a una pace vera e propria tra Stati Uniti e Iran. E contemporaneamente, su un altro fronte, per la prima volta cresce la speranza che Putin sia costretto a sedersi a un tavolo di trattativa per concludere la guerra in Ucraina. Fosse vero, l'Europa deve farsi trovare pronta a un'eventual
Vannacci, Renzi e le sottrazioni in politica
A un anno o poco più dalle elezioni politiche, stiamo assistendo a movimenti nelle coalizioni che si preparano alla maratona della campagna elettorale. A destra, l'imprevisto Vannacci sta scompaginando le previsioni. A sinistra, la partenza del campo largo con tanto di annuncio di due giornate di incontri a luglio, è già segnata dalla polemica sulla presenza o meno di Matteo Renzi
I dati Caritas e il lavoro che non permette di vivere
Tra i molti dati preoccupanti diffusi ieri dal report di Caritas italiana sulla povertà nel nostro Paese, ce n'è uno che non smette di angosciarmi: il 24 per cento di chi chiede aiuto, ha un lavoro. Percepisce uno stipendio, ma troppo basso per potersi mantenere. Siamo arrivati a una situazione per cui, come spiega amaramente il direttore di Caritas italiana don Marco Pagniello, "il lav
Chi vince e chi perde tra Usa e Iran
Ora che il famoso accordo tra Stati Uniti e Iran è stato annunciato come cosa fatta, già firmato digitalmente e da confermare venerdì in una cerimonia a Ginevra, resta da capire chi sia uscito vincitore e chi sconfitto da questa guerra. Iniziata il 28 febbraio scorso, nell’immediato Donald Trump diceva sarebbe durata solo quattro settimane: invece, è arrivata fin qui.
Il patentino antifascista che si chiama Costituzione
La premier Giorgia Meloni è intervenuta via social ieri per stigmatizzare il "patentino antifascista" introdotto dalla Fiera dell'editoria di Roma. Si tratta della condivisione dei valori antifascisti della Costituzione su cui lei stessa ha giurato. Mentre non ha trovato modo di dire una parola sull'attacco del generale Vannacci ad anni di lavoro del Parlamento e del governo sul femminicidio
Il fenomeno Vannacci è il cigno nero della destra
Con la sua crescita tumultuosa, certificata anche da exploit come il 14 per cento raccolto alle amministrative a Vigevano, il generale sta diventando il cigno nero della maggioranza di governo. L'evento imprevisto che rischia di sovvertire tutti gli equilibri e tutti i pronostici.
Lo spauracchio della patrimoniale e i dati sulla ricchezza
Parlando davanti alla platea di Confcommercio, la premier Giorgia Meloni ha ritirato fuori la patrimoniale. Per dirsi nettamente contraria, naturalmente, e affondare come una lama nel burro nelle divisioni delle opposizioni sull'argomento.
La vera sconfitta delle amministrative: la parità di genere
Mentre Meloni e Schlein si accapigliano sul significato politico della torna di amministrative, il risultato più netto e inequivocabile è la sconfitta della parità di genere.
La formula chimica della stabilità e la lezione del referendum
Per la quinta volta in vent'anni stiamo discutendo di una nuova legge elettorale: fossimo così solerti ad aggiornare le norme sui diritti, saremmo la Svezia del Mediterraneo. Il dibattito sul sistema di voto è la cosa più lontana dalla quotidianità dei cittadini che si possa immaginare: eppure, da qui alle prossime settimane terrà impegnatissimi i partiti.
L’eterno gioco dell’oca della legge sul fine vita
Ve la ricordate la legge sul fine vita? Ne stanno discutendo in Senato da anni. Ieri la maggioranza di destra ha deciso che il testo, finalmente approdato in Aula, deve tornare in Commissione. Come nel gioco dell'oca, si ricomincia dal via.
La vergogna del caporalato e l’indignazione di breve durata
Lunedì quattro uomini sono morti arsi vivi in un'auto in Calabria. Erano braccianti pachistani, e non si è trattato di un incidente, ma di un omicidio. Quando cominceremo ad aprire gli occhi, e a occuparci seriamente della piaga del caporalato e degli schiavi stranieri nelle nostre campagne?
Lina, Nilde, Teresa e il compleanno della Repubblica
Oggi è il compleanno della Repubblica. Ottant'anni. Ed è l'anniversario anche del voto alle donne. Due ottime ragioni per festeggiare questa giornata.
La profezia sull’Iran, vulcano pronto a esplodere
Mentre i negoziati fra Stati Uniti e Iran continuano, mi sono spesso chiesta quali siano le reali condizioni della popolazione iraniana oggi, e quale lo stato di salute del regime. Riuscire a tenere testa agli americani, ho pensato, rischia di rafforzare gli ayatollah e la loro violenza. Però, ieri sulla Stampa ho letto l'intervista alla premio Nobel iraniana Shirin Ebadi: "Non fatevi ingann
Quei banchi vuoti davanti all’omaggio a Matteotti
A 102 anni dal discorso che costò la vita al segretario del partito socialista unitario Giacomo Matteotti, quello in cui denunciò brogli e violenze fasciste, ieri la Camera ha inaugurato una targa nello scranno da cui pronunciò quelle parole. Il numero 14, in quarta fila all'estrema sinistra dell'emiciclo, d'ora in poi sarà lasciato vuoto: sarà per sempre il banco di Matt
L’Europa esitante e le richieste di Meloni
L'Europa soffoca l'economia con lacci, gabbie e regole miopi. Deve fare meno e fare meglio. Così ha detto ieri la premier Giorgia Meloni all'Assemblea annuale di Confindustria. Non so se sia da considerarsi un attacco preventivo, nel caso in cui, il 3 giugno, quando si pensa arriverà la risposta europea alla sua richiesta di maggiore flessibilità, dovesse arrivare un rifiuto.
Venezia, Salerno e i chiaroscuri delle elezioni
Il centrodestra stravince a Reggio Calabria, strappando la città alla sinistra dopo dodici anni. Il centrosinistra riesce a confermarsi al primo turno a Prato, mentre arranca e perde nella città simbolo di questa tornata, a Venezia, dove invece era data per favorita. La città dove il Pd sbanca è anche l'unica che non può rivendicare: la Salerno che ha scelto per la quinta
I volti della Repubblica e l’elogio di Almirante
In occasione degli 80 anni della Repubblica, il Quirinale si rivolge a tutte le cittadine e i cittadini: mandate un video per dire cos'è per voi la Repubblica. Mentre Mattarella prova a coinvolgere i giovani nel ricordo di una data storica, il presidente del Senato Ignazio La Russa rilascia un'intervista per fare l'elogio di Giorgio Almirante.
Il video di Ben-Gvir e l’orgoglio del Male
Il video diffuso ieri dal ministro israeliano Itamar Ben-Gvir sembra fatto con l'AI, tanto è ostentato il disprezzo verso gli attivisti e plateale l'umiliazione inflitta. Invece è reale, e dà prova di "un trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo": sono le parole, dure come pietre, del presidente della Repubbli
Galeotta fu la mozione sul 5 per cento del Pil per la Nato
"Gli impegni presi sono necessari e sostenibili", diceva nel giugno dello scorso anno la premier Giorgia Meloni, quando, su pressione del presidente americano Trump, i Paesi Nato decidevano di portare le spese militari al 5 per cento del Pil entro il 2035. Un anno dopo, ieri, i capigruppo di maggioranza al Senato hanno presentato una mozione in cui si chiedeva di rivedere quell'obiettivo. Un pass
Meloni, la lettera all’Europa e l’alleato Sanchez
Giorgia Meloni ha scritto una lettera a Ursula Von der Leyen per chiedere una deroga al patto di stabilità per le spese energetiche. Per convincerla, servirebbe la sponda di altri Paesi: considerata la contrarietà dei Paesi Bassi e lo scetticismo tedesco, l'alleato ideale è la Spagna del premier socialista Pedro Sanchez, l'idolo della sinistra europea.
Il Salone dei ragazzi e la scuola officina di futuro
Il mondo salvato dai ragazzini, si intitolava quest'anno il Salone del libro di Torino. E di adolescenti, e scuola, e cosa fare per dare a tutti occasioni, abbiamo parlato con due scrittrici bravissime come Silvia Avallone e Viola Ardone.
Lo Sceriffo di Salerno e la strategia dell’opossum dei dem
Il 24 e 25 maggio vanno al voto quasi 700 comuni, di cui 18 capoluoghi di provincia. La partita più attesa, anche per le contemporanee polemiche legate alla Biennale, è Venezia. Ma particolarmente interessante è la campagna elettorale di Salerno, dove si ricandida per la quinta volta Vincenzo De Luca.
La spesa della premier, la famiglia Addams e i giovani in fuga dall’Italia
Sarà che l'aria da campagna elettorale sembra già di sentirla, o sarà che dopo tre anni e mezzo di scontro frontale, non può bastare una telefonata sulla legge elettorale per ammansire le opposizioni. Fatto sta che ieri, quando la premier Giorgia Meloni si è presentata in Senato al cosiddetto premier time, la sensazione era quella della solita frattura insanabile tra i du
Le regole del gioco e il telefono senza fili
C'è stato un gran giro di telefonate ieri, dai capigruppo di maggioranza verso quelli di opposizione. Quasi tutti i destinatari però hanno riagganciato subito: grazie mille, ma di legge elettorale non abbiamo nessuna intenzione di parlare.
Lo Youth test di Parma e la partecipazione dei giovani
Il referendum di marzo ha dimostrato che, quando sentono coinvolto il proprio futuro, i giovani sanno mobilitarsi e partecipare alla vita pubblica. Ora spetta alla politica trovare gli strumenti per farlo: a Parma, il sindaco Michele Guerra ci sta provando con l'introduzione dello Youth test.
L’incubo Hantavirus, Hollywood e la prevenzione
La vicenda della nave argentina su cui si è verificato un focolaio di Hantavirus sembra la trama di un film americano di fantascienza. O almeno lo sarebbe sembrato prima del Covid: ora conosciamo i rischi e le cautele da adottare. Siamo migliorati nella reattività e collaborazione tra Paesi e organismi diversi, ma dobbiamo lavorare ancora alla prevenzione degli spillover.
Rubio dal papa, tra Cuba, Medio Oriente e migranti
Mentre il segretario di Stato americano Marco Rubio si prepara ad incontrare Leone XIV, dall'altra parte dell'Atlantico il suo superiore, Donald Trump, continua a mistificare la posizione del pontefice. Ai giornalisti alla Casa Bianca ieri ha ripetuto imperterrito, cito: "Per quanto riguarda il Papa, è una questione molto semplice, a prescindere dal fatto che io lo renda felice o meno, l'Ira
I possibili perché del nuovo attacco di Trump al Papa
Venerdì il segretario di Stato americano, Marco Rubio, sarà a Roma. Una visita a papa Leone che dovrebbe ricucire i rapporti col Vaticano dopo gli attacchi di qualche settimana fa del presidente Trump. Ieri però, quasi alla vigilia della partenza, il capo della Casa Bianca è tornato a criticare aspramente il pontefice. Ci sono diverse letture possibili, sul perché di ques
Meloni e Trump, il lungo addio (o solo un arrivederci?)
C'era un elefante nella stanza ieri alla riunione della comunità politica europea in Armenia, presenti 47 leader del continente e l'ospite extra Ue Mark Carney, il premier canadese. L'elefante nella stanza, espressione usata dal presidente francese Macron, in uso nella lingua inglese per indicare un problema evidente che si cerca di ignorare, era chiaramente l'imprevedibile presidente americ
Il decreto lavoro e quell’84 per cento di italiani spaventati dal carovita
In occasione del Primo Maggio, la settimana scorsa, come di consueto il governo ha sfornato un decreto dedicato al lavoro. E nella giornata della Festa dei Lavoratori la premier Giorgia Meloni ha diffuso un post sui social dove rivendica alcuni buoni risultati sull'argomento. Ammettendo però, lei stessa, che c'è ancora molto da fare.
Gaza su Youtube e la condanna di Meloni
Questa volta, la marina israeliana non ha nemmeno aspettato che le barche della Global Sumud Flotilla si avvicinassero alle acque di Gaza: è intervenuta al largo della Grecia intercettando 21 imbarcazioni con a bordo 179 attivisti, tra cui 24 italiani. Come sei mesi fa: ma stavolta, il governo italiano ha tempestivamente condannato l'accaduto.
L’ironia di re Carlo e l’ego di Trump
Chi l'avrebbe mai detto che re Carlo III d'Inghilterra, che per decenni abbiamo visto come il principe eterno in attesa del trono, sempre all'ombra della carismatica mamma regina Elisabetta, sarebbe riuscito, unico finora, nell'impresa di tenere a bada l'ego smisurato di Donald Trump. Con un'arma semplice e molto british: l'ironia.
La vicenda Minetti e Meloni in campo per difendere Nordio
Dal caso Almasri alla gaffe di Giusy Bartolozzi agli affari di Delmastro, fino al tonfo del referendum, i guai per Giorgia Meloni passano spesso dal ministero della Giustizia. Ma anche stavolta, davanti alla vicenda della grazia a Nicole Minetti, la premier scende in campo in prima persona per difendere il ministro Nordio.
Calenda, le pulizie al Senato e il decreto Primo maggio
In una lettera Carlo Calenda ha chiesto al presidente del Senato di verificare se sia vero che il personale di pulizia del Senato è pagato 7,50 euro l'ora, riaprendo il tema dei salari bassi. Su cui il governo prova a intervenire oggi con il decreto Primo maggio.
La coperta di Linus della destra e la percezione degli italiani
Per un italiano su due, il decreto sicurezza approvato alla Camera venerdì scorso sta lì a dimostrare che gli interventi precedenti del governo consacrati al tema sicurezza non hanno funzionato. A dirlo, un sondaggio di Alessandra Ghisleri pubblicato oggi su La Stampa. Non esattamente un grande successo, considerato che, in un momento difficile per il governo, voleva essere la coperta d
Meloni, il coraggio dell’Europa e lo stato dei conti pubblici
"L'Europa deve essere molto più coraggiosa", dice la premier Giorgia Meloni. Al Consiglio europeo informale di Cipro, iniziato ieri, arriva per cercare risposte, spiega, alla crisi energetica. E per spronarle, soprattutto, all'indomani della pessima notizia per cui l'Italia resta in procedura d'infrazione, perché non è riuscita a scendere sotto il 3 per cento di rapporto deficit-Pi
Se io avessi previsto tutto questo. Omaggio a Guccini
A Reggio Emilia ha aperto una mostra dedicata a Francesco Guccini, straordinario interprete e narratore di un pezzo della nostra storia collettiva. Sono andata a trovarlo: dalla guerra alla passione per l'America al Trump di oggi, il suo sguardo sempre lucido e ironico sul mondo.
La Russa e quello strano modo di festeggiare il 25 aprile
Ci avviciniamo al 25 aprile, la Festa della Liberazione. Anche quest'anno, la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Ignazio La Russa, ci spiega la sua teoria su come la vorrebbe celebrare.
Scade la tregua, la roulette di Trump
Dopo 53 giorni di guerra, diceva ieri Trump che si potrebbe chiudere un accordo oggi a Islamabad. Che sia una possibilità reale o una delle sue boutade, seguite da repentino cambio d’idea e minacce tonanti, lo capiremo solo vivendo. Con lui, sembra sempre di dover puntare alla roulette.
Il volenteroso Macron e la figliol prodiga Meloni
Venerdì scorso, fresca di clamorosa rottura con l’amico Donald Trump, la premier Giorgia Meloni ha partecipato alla riunione dei Volenterosi a Parigi. Dimostrando per la prima volta un inusitato entusiasmo.
Meloni e Trump, c’eravamo tanto amati
Anche la nostra premier Giorgia Meloni, che Trump finora aveva coperto di complimenti - è brava, è capace, è una grande alleata - è finita dietro la lavagna del volubile presidente americano. Ha osato per la prima volta criticarlo, e tanto è bastato per definirla inaccettabile e poco coraggiosa.
Nel Medioevo di Trump lo scontro tra guelfi e ghibellini
“Quando un’autorità politica attacca un’autorità morale - ha dichiarato ieri padre Antonio Spadaro - significa che c’è una dichiarazione di impotenza. Il discorso di Leone è un discorso libero, non imprigionabile nella retorica trumpiana”. E forse è proprio questo che l’egocentrico capo della Casa Bianca non sopporta.
Finisce l’era Orban: vince l’Europa, perdono i sovranisti
E’ finita la lunga stagione di Viktor Orban alla guida dell’Ungheria. Lo sfidante Peter Magyar, cresciuto nel suo partito e diventato avversario, lo ha ampiamente sconfitto ieri nelle urne ottenendo i due terzi del Parlamento. Saranno tristi Trump, che aveva inviato a Budapest il vicepresidente Vance in persona a sostenerlo, e anche il leader russo Putin, che fino a ieri aveva in Orba
Io sono Giorgia, sono coraggiosa e ci metto la faccia
Ve la ricordate la Giorgia Meloni di prima di Palazzo Chigi, quella dei comizi “io sono Giorgia, sono una madre, sono cristiana” e via discorrendo? Non ha pronunciato queste parole, naturalmente, ieri, ma nel suo intervento in Parlamento mi ha ricordato quella postura.
«Scaramucce» di bombe e sangue
Neanche il tempo di tirare un sospiro di sollievo per la tregua in Iran, ieri, e abbiamo capito che il cessate il fuoco non vale per il Libano. Dove Israele ha scaricato una pioggia di bombe e distruzione: almeno 254 morti e 1165 feriti.
Il discorso di Trump alla classe media americana
La guerra in Iran e i dazi, a un anno esatto dal Liberation day con cui Donald Trump li impose a mezzo mondo, stanno avendo conseguenze pesanti anche in America. Ce le spiega benissimo Alberto Simoni, corrispondente da Washington de La Stampa.
Il centrosinistra e come infilarsi in un tunnel dopo una vittoria
Primarie o federatore? Come scegliere il leader è il problema che angustia il centrosinistra. Dove però, ed è già una novità, da dopo il referendum sembra che tutti diano per scontato di voler costruire insieme una coalizione. Fino a qualche tempo fa, non sembrava certo nemmeno quello.
Le dimissioni di Santanché e i panni sporchi lavati in pubblico
Ci sono volute quasi ventiquattr’ore perché la ministra del Turismo Daniela Santanché si convincesse, ma alla fine le dimissioni richieste pubblicamente dalla premier Meloni sono state rassegnate ieri attraverso una lunga lettera pubblica diffusa alle agenzie. Come si dice, i panni sporchi lavati fuori casa.
La valanga di No travolge Delmastro, Bartolozzi, Santanché
Il referendum che non avrebbe avuto conseguenze sul governo, parola della premier alla vigilia del voto, ne ha già avuto una. Anzi tre: le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, quelle della capa di gabinetto del ministro Nordio, Giusy Bartolozzi, e le pressioni sulla ministra Santanché perché pure lei lasci il suo posto.
L’affluenza alta e il voto pro o contro Meloni
Chi avrà vinto il referendum lo capiremo solo oggi, dopo l’apertura delle urne. Ma per una volta, chiunque abbia favorito, rallegriamoci dell’alta affluenza.
Meloni e la difesa di Delmastro “poco accorto“
Due notizie si prendono la scena in questa vigilia di referendum. La morte del Senatur, il fondatore della Lega Umberto Bossi, e il caso Delmastro. Poco accorto, secondo la benevola premier. Io direi talmente poco accorto che farebbe bene a dare le dimissioni.
Referendum, fuori sede esclusi e l’incognita degli italiani all’estero
Mancano ormai pochi giorni al voto del referendum sulla magistratura. Chi sta già votando, per corrispondenza, sono gli italiani all’estero: un’incognita quanti saranno e che orientamento prevalente avranno. Peccato per i fuori sede: non consentito stavolta il voto in luogo diverso dalla residenza.
Melonez a caccia di giovani e il dialogo con le toghe a posteriori
In questi sgoccioli di campagna elettorale, la premier partecipa al podcast di Fedez e Mr Marra. E il ministro Nordio promette collaborazione ai magistrati in caso di vittoria del Sì: peccato non ci sia stata sulla riforma.
Le minacce di Trump e il No dell’Europa
Diciassette giorni dopo l’inizio della guerra in Iran, ieri un Donald Trump scatenato ha minacciato gli alleati: devono accorrere ad aiutarlo nello stretto di Hormuz, ha tuonato, altrimenti il futuro della Nato sarà molto negativo. La solitamente tremebonda Europa, stavolta ha detto No.
Le conseguenze del referendum
Come era facile da immaginare nonostante le puntute smentite iniziali, a una settimana dal voto possiamo tranquillamente constatare che il referendum sulla magistratura si è politicizzato moltissimo. Non è più solo un quesito per decidere se sorteggiare o meno i componenti del Csm, ma anche su questo governo.
Meloni, la clava e la chat
Nella stessa giornata, la premier Giorgia Meloni chiama tutti i leader di opposizione per tentare di creare un clima migliore, e poi a una manifestazione per il Sì al referendum attacca duramente la magistratura. La clava e la chat, nelle stesse ore.
Referendum, un sorteggio senza parità di genere
Il referendum sulla giustizia sta diventando una competizione tutta politica in cui la posta in gioco è difendere il governo – per chi vota Sì - o tentare di infliggergli una sconfitta – per chi vota No. Ma a voler restare al merito, c’è un aspetto poco discusso della riforma che mi sembra interessante: la mancanza di un meccanismo per garantire parità di gen
La lezione di Meloni e il plotone d’esecuzione
Ieri la premier Giorgia Meloni ha diffuso un video di quasi 14 minuti per sostenere il Sì al referendum. Cercando di contenere i toni e giurando che la riforma non è ?contro i magistrati?. Peccato che, nello stesso tempo, la capa di gabinetto del ministro Nordio chiedeva di votare Sì per togliere di mezzo la magistratura.
Non condivido e non condanno, come Ponzio Pilato
In attesa che la premier Giorgia Meloni riferisca sulla guerra in Iran in Parlamento mercoledì, ieri sera ne ha parlato alla trasmissione Fuori dal coro. E l’abbiamo scoperta nella versione Ponzio Pilato: non condivido e non condanno.
Da Almasri all’Iran, Meloni evita il Parlamento
E’ normale che ci sia preoccupazione per una guerra che continua a estendersi, e che il governo sia chiamato a riferire in Parlamento. La premier Giorgia Meloni però non ci è andata, ha preferito rassicurare il Paese per radio. Previste le sue comunicazioni l’11 marzo.
L’Europa tra incudine Iran e martello Trump
A cinque giorni dall’attacco di America e Israele all’Iran, l’Europa si trova a dover decidere cosa fare, in questa guerra esplosa ai suoi confini che la minaccia sempre più da vicino. E come spesso avviene, rischia di andare in ordine sparso.
Tony, Giuseppi e il dibattito italiano mentre il mondo brucia
Mentre il conflitto in Medio Oriente si espande, e il presidente francese Macron annuncia uno storico piano di deterrenza nucleare esteso all’Europa, nel nostro Parlamento l’audizione di ieri dei ministri Tajani e Crosetto è finita in una quasi rissa tra maggioranza e opposizione.
Le previsioni sulla guerra di Trump e i dubbi dei Maga
A sentire Donald Trump, nel suo primo anno di seconda presidenza americana ha già concluso otto guerre. E ne ha iniziata una, sabato scorso, contro l’Iran. Dallo sviluppo imprevedibile e i tempi incerti: tra i suoi sostenitori questa iniziativa non piace per niente.
Via i collegi e no alle preferenze, viva il popolo che decide
Puntuale come un treno giapponese, anche in questa legislatura, a un anno dalle Politiche, la maggioranza al governo sforna una proposta di riforma del sistema di voto.
Gli interventi selettivi della premier Meloni
Mi è molto chiaro cosa pensi la nostra premier, Giorgia Meloni, di Sanremo e anche della mancata presenza del comico Andrea Pucci. Molto meno so invece di cosa pensi del terremoto successo in America sui dazi.
La marcia per Quentin e la violenza politica in Francia
Era stata presentata solo come una marcia in omaggio alla vittima, quella organizzata sabato da gruppuscoli di estrema destra a Lione. E’ stata molto più di così, è stata una manifestazione molto, molto politica, contro tutta la sinistra.
Questi giorni di cenere e l’impegno civile della musica
Ieri la rockband irlandese U2 ha inaspettatamente diffuso cinque nuove canzoni e una poesia. E’ atteso un loro album quest’anno, e arriverà, ma per ora ci regalano queste tracce che parlano di Iran e Palestina, di Minneapolis e Ucraina. Canzoni che, dice il loro carismatico frontman, Bono Vox, “non potevano aspettare, erano impazienti di essere diffuse al mondo. Sono canzon
La cronaca usata come clava contro i magistrati
La migliore dimostrazione del fatto che le posizioni sul referendum sulla giustizia si stanno avvicinando, e che quella che il governo considerava una passeggiata rischia di diventare una maratona dal risultato incerto, è l’ennesimo attacco ai magistrati di Giorgia Meloni.
Il Board per Gaza che fa litigare in Italia e in Europa
Si litiga in Italia, sul famoso Board of peace per Gaza di Donald Trump. Ma provoca tensioni fortissime anche in Europa. Come quasi tutte le iniziative del presidente americano.
Merz, il Board per Gaza e la scelta di Meloni
Da quando Donald Trump è entrato in carica come presidente degli Stati Uniti, tanti osservatori chiedono alla premier Giorgia Meloni di dire chiaramente da che parte sta. Con il Tycoon, ideologicamente a lei vicino ma che considera l’Europa un continente in declino, o con l’Unione europea che prova a reagire e a rispondere a tono agli attacchi scomposti dell’alleato america
Le regole, il casco dell’atleta ucraino e il bimbo del bus
Come annunciato, ieri è stato squalificato l’atleta ucraino che voleva gareggiare alle Olimpiadi con un casco che ritrae vari volti di sportivi suoi compatrioti morti in guerra. “E’ il prezzo della nostra dignità”, ha commentato amaro.
Lo sbarco di Nordio in tv e la politica nel referendum
Entra nel vivo la campagna elettorale del referendum sulla giustizia. E con i sondaggi che danno un recupero del No, corrono ai ripari dal governo: stasera da Bruno Vespa il ministro della Giustizia Carlo Nordio si confronterà con il presidente del comitato società civile per il No Giovanni Bachelet.
Il ciclone Vannacci su destra e sinistra
Per la prima volta oggi il governo metterà la fiducia sul decreto per inviare armi all’Ucraina. Non lo aveva mai dovuto fare prima: a cambiare le carte in tavola è stato il nuovo partito del generale Roberto Vannacci.
I nuovi schiavi dell’algoritmo e il dietro le quinte del record di occupati
Rider che lavorano sotto il sole cocente o sotto il diluvio universale, anche 12 ore al giorno, per paghe che talvolta sono sotto la soglia della povertà quasi del 77 per cento. Un’indagine della Procura di Milano scoperchia la realtà di migliaia di lavoratori.
I quasi poveri e un pacchetto da votare subito
L’argomento di oggi sono i nuovi provvedimenti del governo sulla sicurezza: un decreto subito in vigore, un disegno di legge che ha tempi più lunghi di approvazione. Ne sta parlando da giorni la politica, con abbondante uso di propaganda. Eppure, vi dico la verità, mi viene da concentrarmi su altro: sui dati sulla povertà nel nostro Paese. Che richiederebbero interventi urgen
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