
Quel che resta del giorno
Ogni giorno milioni di notizie attraversano i nostri occhi e scompaiono. “Quel che resta del giorno”, con Massimiliano Coccia, è la feritoia da cui guardare la politica, la stampa, i libri e i conflitti del nostro tempo. Un podcast quotidiano de Linkiesta per ascoltare storie, voci e idee che resistono al rumore dei giorni.
Episodi
Ep.153 | Marc Bloch, Macron e la memoria della Francia
Con l’ingresso simbolico di Marc Bloch nel Pantheon, Emmanuel Macron non ha soltanto reso omaggio a uno dei più grandi storici del Novecento e a un eroe della Resistenza. Ha riaffermato un’idea precisa della Francia: una Repubblica che fonda la propria identità sulla verità storica, sulla libertà e sulla responsabilità civile. In questa puntata di Quel che resta del giorno ripercorriamo la straord
Ep.152 | Il caldo non è un problema
Giugno assomiglia sempre più ad agosto. Dalle città soffocate dal caldo alle notti tropicali che non concedono tregua, l’Europa sta vivendo un’ondata di calore che non può più essere liquidata come un’anomalia stagionale. In questa puntata di Quel che resta del giorno, partiamo dalla cronaca di questi giorni per raccontare come il cambiamento climatico stia trasformando il continente, modificando
Ep.151 | Raffaele Giuliani, il rivoluzionario compatibile e sponsorizzato
Raffaele Giuliani è uno dei volti più riconoscibili dell’attivismo social italiano, capace di trasformare temi complessi in narrazioni immediate e virali. Ma cosa accade quando la militanza incontra il mercato e l’indignazione diventa un prodotto dell’economia dell’attenzione? Partendo dalla sua recente collaborazione con Lavazza, questa puntata analizza le contraddizioni dell’influencer politico
Ep.150 | Keir Starmer lascia Downing Street. Cosa accadrà al Regno Unito?
A meno di due anni dalla vittoria che aveva riportato il Labour al governo, Keir Starmer lascia Downing Street travolto dal calo di consenso e dalle tensioni interne al partito. Si apre ora la corsa alla successione, con Andy Burnham tra i nomi più accreditati. Cosa racconta questa crisi della politica britannica? E quali conseguenze avrà sugli equilibri europei? Ne parliamo con Alessandra Libutti
Ep.149 | Una domenica italiana. Se la lite Mari-Ciabatti è più importante di quella Meloni-Trump
Mentre Donald Trump attacca nuovamente l’Italia e si consuma una crisi senza precedenti nei rapporti tra Roma e Washington, la domenica italiana viene monopolizzata dalla polemica tra Teresa Ciabatti e Michele Mari sulle parole attribuite allo scrittore nei confronti di Michela Murgia. Da questo caso prende avvio una riflessione sul declino del dibattito pubblico, sulla trasformazione della cultur
Ep.148 | Carlo Ginzburg, l’avvocato del diavolo del nostro tempo
Carlo Ginzburg ha passato la vita a cercare le voci che il potere aveva tentato di cancellare. Nei verbali dell’Inquisizione, nelle storie degli eretici, nei processi alle streghe e nelle parole di un mugnaio friulano del Cinquecento ha trovato non soltanto il passato, ma un metodo per comprendere il presente. In questa puntata di Quel che resta del giorno ripercorriamo la vita e l’opera di uno st
Ep.147 | Cinque colpi a Biała Podlaska. Chi era Semyon Skrepetsky, il vignettista nemico di Putin
Poche settimane fa protestava a Venezia contro la riapertura del Padiglione Russia alla Biennale. Oggi Semyon Skrepetsky, artista e dissidente russo rifugiato in Polonia, è morto ucciso a colpi di pistola vicino al confine con la Bielorussia. Chi era Robert Kuzovkov, il caricaturista che aveva trasformato la satira in un’arma politica? E cosa racconta la sua storia sull’Europa degli esuli, sulla r
Ep.146 | Il tempo nuovo degli europeisti
In un’epoca dominata dalla polarizzazione, dalle semplificazioni e dalla sfiducia nelle istituzioni, il vero atto controcorrente è difendere la democrazia liberale e il progetto europeo. A partire dall’incontro degli europeisti di ieri a Milano, questo episodio analizza il ruolo dei moderati nella storia, il rischio dei populismi e la necessità di costruire una forza politica capace di coniugare r
Ep.145 | Notti magiche. I Mondiali di calcio, Gianni Infantino e la bellezza che fu
L’allargamento a 48 squadre non è soltanto una riforma sportiva, ma il simbolo di una trasformazione più profonda che investe la FIFA e il suo presidente, Gianni Infantino. In questa puntata analizziamo come la Coppa del Mondo sia diventata un dispositivo di consenso politico, espansione commerciale e influenza geopolitica, dove la crescita sembra aver soppiantato il principio della selezione. Tra
Ep.144 | Albania, il Paese delle Aquile e la rivolta dei fenicotteri
In questa puntata attraversiamo l’Adriatico per raccontare un’Albania lontana dagli stereotipi. Dalle proteste della cosiddetta “Rivoluzione dei Fenicotteri” contro il resort di lusso previsto a Zvërnec si apre una riflessione sul potere di Edi Rama, sul boom immobiliare, sui rischi di riciclaggio, sul ruolo della criminalità organizzata e sulle ambizioni europee del Paese. Un viaggio tra storia,
Ep.143 | Il grande rischio: La crisi iraniana e la politica dell’incendio. Conversazione con Maurizio Molinari
Con Maurizio Molinari analizziamo la nuova escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran, tra minacce di nuovi attacchi, diplomazia in stallo e tensioni nello Stretto di Hormuz. Uno sguardo ai riflessi sul Mediterraneo, sull’Europa e sul ruolo dell’Italia in uno scenario sempre più instabile.
Ep.142 | I fratelli Rosselli. La promessa incompiuta della libertà
Carlo e Nello Rosselli non furono soltanto due martiri dell’antifascismo. Furono gli interpreti di una delle idee più originali e coraggiose del Novecento europeo: la convinzione che libertà e giustizia sociale non siano valori in conflitto, ma condizioni indispensabili l’una dell’altra. A partire dal loro assassinio del 9 giugno 1937, questa puntata ripercorre la nascita del socialismo liberale,
Ep.141 | L’Armenia sceglie l’Europa. Il voto che sfida Mosca
Le elezioni armene del 7 giugno 2026 hanno consegnato a Nikol Pashinyan una riconferma che va oltre la politica nazionale. Nonostante la sconfitta nel Nagorno-Karabakh e le pressioni russe, gli elettori hanno scelto un percorso di avvicinamento all’Europa e di progressivo distacco da Mosca. Un voto che conferma la forza di attrazione del modello europeo nello spazio post-sovietico e mette in discu
Ep.140 | Repubblica, Paolo Di Paolo e la crisi delle redazioni
La polemica nata attorno al fondo anonimo pubblicato da Repubblica contro Paolo Di Paolo è molto più di una disputa tra scrittori e intellettuali. Attraverso questo episodio il podcast esplora la trasformazione dei grandi quotidiani italiani, il declino delle redazioni come luoghi di elaborazione culturale, la sostituzione delle firme con gli apparati e la crescente tendenza del giornalismo a emet
Ep.139 | L’invulnerabile Erri De Luca e i festival del conformismo
Erri De Luca non è degno di tenere la prolusione inaugurale del Festival Salerno Letteratura, a seguito delle polemiche suscitate da alcune sue dichiarazioni sul conflitto israelo-palestinese. Questo è quanto comunicato allo scrittore qualche ora fa. Una vicenda che apre una questione che va ben oltre il caso del momento. Che cosa sono diventati oggi i luoghi della cultura? Festival, università e
Ep.138 | Francesco De Gregori ha ragione, purtroppo
Francesco De Gregori riapre una questione antica e attualissima: qual è il ruolo di un artista nel dibattito pubblico? Partendo dalle sue riflessioni, questo episodio ragiona sulla trasformazione della cultura contemporanea, sempre più dominata dall’urgenza di schierarsi e sempre meno dalla forza delle opere. In un’epoca in cui ricordiamo le prese di posizione più delle canzoni, dei libri o dei fi
Ep.137 | Il coraggio non abita qui. Ucraina nella Ue: il centro destra è contrario
Partendo dalla contrarietà della Lega all’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea, il podcast racconta la frattura che la guerra ha aperto dentro il centrodestra europeo. Dietro il dibattito sull’adesione di Kiev non c’è soltanto una questione economica o diplomatica, ma una domanda più profonda sul destino politico dell’Europa: potenza strategica o semplice mercato? Tra sovranismi, ambiguità fi
Ep.136 | Viva Zapatero?
Un viaggio dentro la crisi del socialismo spagnolo attraverso due casi distinti ma politicamente collegati: l’inchiesta su Begoña Gómez, moglie di Pedro Sánchez, e il caso Plus Ultra che oggi coinvolge José Luis Rodríguez Zapatero. Tra accuse di traffico d’influenze, reti relazionali, Venezuela chavista e diplomazia parallela, il podcast racconta come il PSOE abbia trasformato negli anni la gestio
Ep.135 | Il sionismo di Erri De Luca e gli osceni liberticidi del Roma Pride
Ieri sul Foglio è stata tradotta un’intervista di Erri De Luca ad in giornale israeliano dove si dichiara sionista e sostiene che a Gaza non vi sia un genocidio. Le reazioni non sono tardate ad arrivare e credo che si stia già raccogliendo la legna per il prossimo rogo di uno dei più grandi intellettuali europei. Mentre tutti si dimenavano su questa intervista il Roma Pride escludeva l’associazion
Ep.134 | Trump, l’Iran e il prezzo della debolezza
Mentre Washington e Teheran trattano tra minacce, petrolio e nucleare, Robert Kagan lancia un’accusa durissima: gli Stati Uniti non stanno vincendo, stanno cercando una ritirata ordinata. Ma dietro la diplomazia delle ultime ore si muove qualcosa di più profondo: la crisi della deterrenza americana, il rischio strategico per Israele, la marginalità europea e la rimozione totale della repressione i
Ep.133 | Bugie putiniane. Mosca accusa la Lettonia di aiutare Kyiv a colpire la Russia
Le accuse russe contro la Lettonia non sono soltanto propaganda: sono parte della guerra ibrida del Cremlino. In questo episodio analizziamo come Mosca utilizzi paura, disinformazione e minacce per trasformare i Baltici nel nuovo fronte psicologico del conflitto europeo. Dai droni alla guerra elettronica, fino alle narrative rilanciate anche in Occidente, un racconto su come il putinismo provi a s
Ep.132 | Atlante minimo di un mondo in fiamme. Dialogo con Maurizio Molinari
Un dialogo con Maurizio Molinari sui fatti che oggi hanno riacceso tensioni internazionali su più fronti: le aperture verso un possibile nuovo accordo tra Stati Uniti e Iran; la crisi diplomatica esplosa dopo la diffusione dei video del ministro israeliano Itamar Ben-Gvir che umilia gli attivisti della flottiglia diretta a Gaza intercettata dall’esercito israeliano; e il nuovo scontro tra Washingt
Ep.131 | Il fronte interno, Il caos sul 5% Nato e la guerra sotterranea nella destra italiana
La mozione della maggioranza contro gli obiettivi Nato sul riarmo, poi ritirata dopo l’intervento furioso di Palazzo Chigi, rivela una frattura politica molto più profonda. Dietro il pasticcio parlamentare raccontato da Giulio Ucciero per HuffPost emerge lo scontro tra l’atlantismo pragmatico di Giorgia Meloni e l’area sovranista della destra, da Salvini a Vannacci, che continua a guardare con dif
Ep.130 | Caro Marco. Dieci anni senza Pannella
Dieci anni dopo la morte di Marco Pannella, questo podcast prova a ricostruire il ritratto umano e politico di una delle figure più irregolari, controverse e necessarie della storia repubblicana italiana attraverso la forma di una lunga lettera personale. Un racconto che attraversa ricordi, battaglie radicali, frammenti di Radio Radicale, campagne per i diritti civili, lotte per la giustizia e per
Ep.129 | A Modena la civiltà del coraggio
A Modena, alcuni uomini comuni hanno fermato un attentatore mentre tutti scappavano. Da quell’episodio nasce una riflessione sul coraggio come gesto morale e politico in un’epoca dominata dalla paura, dal conformismo e dall’opportunismo. Attraversando Omero, Mattarella, gli ucraini, Liliana Segre, Mario Draghi e Jannik Sinner, la puntata racconta perché il coraggio non sia eroismo spettacolare ma
Ep.128 | Mario Draghi è l’Europa che ci meritiamo
Ad Aquisgrana, nel giorno del Premio Carlo Magno 2026, Mario Draghi non tiene un discorso celebrativo. Tiene un discorso di guerra fredda europea. Davanti ai leader dell’Unione, l’ex presidente della BCE dice una frase che pesa come un macigno: “Per la prima volta siamo davvero soli insieme”. È la fotografia di un continente che non può più contare sugli Stati Uniti come una volta, stretto tra la
Ep.127 | La Duma approva una legge sul diritto di invadere. Dialogo con Nona Mikhelidze
Insieme a Nona Mikhelidze dell’Istituto Affari Internazionali analizziamo la legge che la Duma ha approvato in prima lettura una legge che amplierebbe i poteri di Vladimir Putin, consentendogli di inviare truppe all’estero per “proteggere cittadini russi” perseguiti o arrestati da tribunali stranieri o internazionali. La norma viene interpretata da molti come un possibile pretesto giuridico per fu
Ep.126 | Garlasco, Sempio e il populismo interiore
Audio, foto, impronte, nuove tesi, vecchie teorie, Chiara Poggi, Alberto Stasi, le macchie di sangue. Potremmo andare avanti per giorni con questa lista della spesa di questo eterno talk sul caso Garlasco, divenuto l’enorme buco della serratura della nostra nazione che guarda più al nostro populismo ormai introiettato che alla giustizia defunta da decenni. Ne parliamo oggi partendo dagli articoli
Ep.125 | Vladimir Yarotskij, incarcerato e morto per una vignetta
In questa puntata raccontiamo la storia di Vladimir Yarotskij, l’artista russo morto in una colonia penale dopo essere stato condannato per una vignetta satirica contro Vladimir Putin. Dalla sua vicenda emerge il funzionamento del sistema repressivo costruito dal Cremlino ampliato dopo l’invasione dell’Ucraina: leggi contro le “fake news”, criminalizzazione della satira, controllo della memoria st
Ep.124 | La Biennale del Dissenso: contro l’arte al servizio dei regimi
In occasione della Giornata dell’Europa e in concomitanza con l’apertura della Biennale di Venezia, le associazioni Europa Radicale, Associazione radicale Certi Diritti, Radicali Venezia e Arts Against Aggression annunciano una manifestazione in corteo per le calli di Venezia il prossimo 9 maggio.L’obiettivo è dar vita ad una nuova e attualizzata “Biennale del Dissenso”: un cammino di libertà che
Ep.123 | Se Lorenzo Tosa diventa il portavoce del Pd
Ieri la deputata Marianna Madia ha lasciato il Pd ed è entrata nel gruppo di Italia Viva da indipendente. Una scelta giustificata dalla volontà di costruire un polo riformista nella coalizione senza acredine contro Schlein e il Pd. Non la pensa però così Lorenzo Tosa, influencer che da tempo ormai diventa alfiere morale del bello e del giusto del Pd, con post sensazionalistici che diventano all’oc
Ep.122 | Olivier Dupuis, l’europeista del futuro
Oggi ci lascerà Olivier Dupuis, radicale, europeista, federalista, già europarlamentare e segretario del Partito Radicale Transnazionale. Una vita intensa con molte vite dentro, un intellettuale che ha saputo coniugare azione e pensiero, vita e ideali. Difensore dei dissidenti, lui stesso obiettore di coscienza e incarcerato varie volte, amico del popolo ucraino, testimone della violenza coloniale
Ep.121 | Il contagio. Lottare contro l’odio
L’arresto di Eitan Bondí, responsabile del tentato ferimento con una pistola per softair di due militanti dell’Anpi il 25 aprile a Roma, è il finale ad una Festa della Liberazione che ha fatto emergere come odio e violenza ormai siano i veri protagonisti del dibattito pubblico. Il giovane romano, iscritto alla Comunità Ebraica, è l’ultimo esempio della radicalizzazione identitaria che ormai usa i
Ep.120 | Il complesso di superiorità della sinistra e altri fantasmi
Ieri su Repubblica Massimo Recalcati in un suo editoriale è tornato a parlare delle piazze del 25 aprile e si è soffermato sulla lezione liberale e dimenticata di Marco Pannella sul “fascismo di sinistra” e la cultura totalitaria. Un’ottima riflessione che non chiude ma, se possibile, estende un problema tra i problemi. In conclusione abbiamo intervistato il professor Stefano Ceccanti sul potere d
Ep.119 | Il colpo di grazia
Un fulmine, in un cielo abbastanza nuvoloso, si è abbattuto su via Arenula scagliato dal Colle più alto di Roma, il Quirinale, che ha chiesto verifiche adeguate e approfondite dopo le rivelazioni del Fatto sulle motivazioni che avrebbero portato alla grazia per Nicole Minetti. Nordio ha assicurato che in 24 ore tutto sarà chiarito e approfondito, ma se confermate le ricostruzioni del giornale dire
Ep.118 | 25 aprile: cronaca di un disastro annunciato
Quello che è sì svolto sabato è stato il peggior 25 aprile di cui abbiamo memoria. Piazze in mano agli estremisti pro-Hamas, pro-ayatollah e pro-Putin, interi spezzoni isolati ed aggrediti. Una politica che ha perso la funzione di controllo e deroga tutto agli umori della piazza, alla creazione di un clima infame utile solo a fini elettorali. Come possiamo salvare la Festa della Liberazione da chi
Ep.117 | ll 25 aprile non è un opinione
Il 25 aprile non è mai stato una memoria condivisa. È, da sempre, una linea di confine: tra chi riconosce nell’antifascismo il fondamento della Repubblica e chi prova a ridurlo a una narrazione tra le altre.Le recenti dichiarazioni di Roberto Vannacci - che rifiuta di celebrare la Liberazione e ne ridimensiona il ruolo - non aprono una frattura nuova, ma si inseriscono in una tradizione consolidat
Ep.116 | Biagio de Giovanni e la lotta contro il populismo
È morto ieri a 94 anni anni Biagio De Giovanni, filosofo e politico che ha attraversato il secolo senza mai smettere di interrogare il potere Un intellettuale riformista, europeo, convinto che la democrazia liberale non fosse un dato ma una conquista fragile. Dai suoi studi su Hegel e Marx alla riflessione sulla crisi dell’Europa, ha difeso il primato delle istituzioni contro ogni scorciatoia ide
Ep.115 | Solovyev minaccia Giorgia Meloni e apre la campagna elettorale di Putin in Italia
Le minacce del propagandista russo Vladimir Solov’ëv contro Giorgia Meloni segnano un’escalation della guerra ibrida tra Mosca e l’Italia.Non sono uscite isolate, ma parte di una strategia comunicativa coordinata per colpire leadership europee.Analizziamo in questa puntata come il conduttore sia strumento politico del Cremlino e il significato strategico delle sue invettive.In chiusura ci occupiam
Ep.114 | Servizi infedeli. Indagato Del Deo, ex numero 2 del Dis
Con Maria Antonietta Calabró di HuffPost ricostruiamo la clamorosa inchiesta sulla Squadra Fiore. L'indagine della Procura di Roma sul gruppo clandestino ha permesso di acquisire "elementi su presunti progetti finalizzati a raccogliere nelle mani di una sola holding l'intera galassia delle aziende attive nel campo delle intercettazioni telefoniche". All'ex dirigente dei Servizi contestato peculato
Ep.113 | Conte, il gas russo e la divisa che disturba
Giuseppe Conte, in un’intervista al Corriere della Sera, apre a una tregua con la Russia per tornare ad acquistare gas da Vladimir Putin, immaginando su questa linea il futuro campo progressista. Nessuno si scandalizza. Intanto, da Barcellona, i socialisti europei si rilanciano: Pedro Sánchez guarda alla Cina sui diritti umani, mentre Luiz Inácio Lula da Silva mantiene rapporti con Mosca. Fa invec
Ep.112 | Ma è davvero finito il tempo della destra?
Ieri Elly Schlein ha dichiarato che “è finito il tempo della destra” vista la sconfitta di Orban in Ungheria e la vittoria del “No” al referendum. Ma bastano davvero la vittoria di un popolare conservatore e il voto di massa e polarizzato contro il governo per chiudere la porta al sovranismo? Ad occhio sembrerebbe di no, ne parliamo oggi raccontandovi di Silvia Salis e Giuseppe Conte.
Ep.111 | Quali sono i veri motivi della rottura da Donald Trump e Giorgia Meloni? Dialogo con Maurizio Molinari
Nella puntata di oggi analizziamo lo scontro tra Donald Trump e Giorgia Meloni, fino a ieri alleati naturali. Il leader americano attacca la premier italiana per il mancato sostegno alle operazioni USA in Medio Oriente, segnando una rottura politica inattesa. Con Maurizio Molinari cerchiamo di capire se si tratta di un incidente o dell’inizio di una ridefinizione più profonda dei rapporti tra Ital
Ep.110 | Nessuno mette Papa Leone in un angolo
La puntata di oggi ricostruisce lo scontro tra Donald Trump e Papa Leone XIV come sintomo di una frattura più profonda tra potere politico e autorità morale.Le accuse rivolte al pontefice non sono un incidente retorico, ma l’espressione di una strategia che pretende di subordinare il discorso religioso alla logica della forza.La condanna della guerra da parte del Papa diventa così intollerabile pe
Ep.109 | Orbán Out. L’Ungheria torna in Europa
Viktor Orbán è stato sconfitto da Peter Magyar in modo eclatante. Il partito di opposizione Tisza prende la maggioranza assoluta in Parlamento e potrà cambiare la costituzione, riportandola al 2011, prima delle modifiche di Orbán a libertà di stampa, diritti civili, welfare, fisco e molto altro. È un grande giorno per l’Europa e per l’Ucraina: perde il migliore amico di Putin e Trump. Anche Giorgi
Ep.108 | Meloni contro tutti
Ieri alla Camera dei Deputati, Giorgia Meloni ha affrontato in un anticipo di campagna elettorale tutte le opposizioni e ha lanciato un messaggio chiaro anche alla sua maggioranza. Ma è possibile che nel mezzo di una crisi internazionale di vasta portata dobbiamo vedere le istituzioni trasformate nella prosecuzione di un talk show? Con una riflessione di Giovanni Orsina oggi su "La Stampa" cerchia
Ep.107 | Rapsodia ungherese. Orbán, Vance e Putin sfidano l’Europa
Domenica si vota in Ungheria e Viktor Orbán rischia davvero di vedere interrotto il suo dominio che dura da 16 anni. A sfidarlo Peter Magyar, leader del Partito del Rispetto e della Libertà (TISZA). Sì è scomodato anche JD Vance che in questi giorni sta dando una mano al miglior amico del Cremlino e della Casa Bianca. L’esito di queste elezioni cambierà davvero il futuro europeo e potrebbe generar
Ep.106 | La bolletta di Donald Trump
Le minacce di Donald Trump nei confronti dell’Iran sono ormai all’ordine del giorno, ma la crisi energetica mondiale, l’aumento del prezzo del greggio e tutto quello che queste settimane di guerra hanno generato nelle finanze mondiali non sono più sostenibili per le cancellerie mondiali. Trump deve uscire da un conflitto in cui non sarebbe mai dovuto entrare e non sa come fare. Mentre le monarchie
Ep.105 | Se torna il Dio delle guerre
Marco Mondini, ospite di questa nostra puntata, ha scritto un editoriale importante su La Repubblica in cui sottolinea come la dimensione mistica e religiosa da Putin a Trump sia tornata a bussare forte alle porte del mondo occidentale e interroga su come arginare l’idea di una guerra permanente per rimanere al comando di società lacerate e senza identità. E come reagirà l’Europa a questo nuovo ra
Ep.104 | Sigonella mon amour
Negli ultimi giorni l’Italia ha negato agli Stati Uniti l’utilizzo della base di Sigonella Naval Air Station per un’operazione militare diretta in Medio Oriente. La decisione nasce da una violazione procedurale: Washington non aveva richiesto l’autorizzazione preventiva per l’impiego di asset non coperti dagli accordi bilaterali. Nessuna crisi diplomatica, ma un episodio che riapre una questione s
Ep.103 | Il cappio di Ben Guir e il suicidio di Israele
Ieri la Knesset ha approvato a maggioranza l’introduzione della pena di morte (senza possibilità di grazia e da eseguirsi entro 90 giorni) di tutti coloro ritenuti colpevoli di attentare alla vita dello Stato ebraico. Una totale involuzione democratica dello Stato di Israele che completa la militarizzazione e la deriva autocratica voluta dalla destra israeliana. Non è solo la jihad, Hamas, l’Iran,
Ep.102 | Aria di primarie: torna Conte transformer
Sabato scorso si è tenuta a Roma l’assemblea di +Europa, “Tutta l’Europa che manca” organizzata da Riccardo Magi che ha offerto il suo palco a Giuseppe Conte che ha dichiarato pieno sostegno all’Ucraina e la sua contrarietà al gas russo finché non ci sarà un accordo di pace. Un nuovo capitolo di una lunga storia di trasformismo mentre Giorgia Meloni deve ancora capire la lezione del limite che que
Ep.101 | Santanchè out: si è dimessa la Pitonessa
Come auspicato ieri da Giorgia Meloni, la Ministra del Turismo si è dimessa non senza forzare la mano e scrivere una lettera non proprio generosa con la Premier. Cerchiamo di capire insieme cosa accadrà nel Governo e in che modo Meloni recupererà i rapporti di forza nella coalizione e nel Paese.
Ep.100 | Dimissioni di primavera: fuori Delmastro e Bartolozzi
L’ira funesta di Giorgia Meloni sì abbatte su via Arenula e il sottosegretario Andrea Delmastro e la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi si dimettono in attesa di essere raggiunti nel limbo dei dimissionari di metà legislatura da Daniela Santanché. È iniziata la fase due insomma e staremo a vedere cosa porterà.
Ep.99 | Quattordici milioni di “No”
Il referendum sulla giustizia finisce con una sconfitta per il governo Meloni, ma il risultato è più complesso di quanto sembri. Il No ha unito elettorati diversi e riportato a votare moltissime persone e ha saldato tutti intorno alla non violabilità della Carta Costituzionale. Questa è la parte facile, ma il difficile viene ora, ovvero capire dove va quel popolo che si è opposto e cosa ci si aspe
Ep.98 | Referendum, una botta di affluenza
Alle 23:00 hanno votato oltre il 45% degli aventi diritto, un numero enorme che porta a stravolgere le previsioni della vigilia e tutti i sondaggi. Nel frattempo in Slovenia vincono i liberali e le elezioni comunali in Francia restituiscono un panorama di voto composto da tre coalizioni e molte variazioni su base territoriale.
Ep.97 | Umberto Bossi e l’invenzione della Padania
Si è spento ad 84 anni Umberto Bossi, fondatore della Lega, inventore della Padania e di una politica autonomista e federalista che sognava il “grande Nord” e si è ritrovata con Matteo Salvini leader di una ridotta para putiniana.Con un ritratto a tinte forti di Filippo Ceccarelli su La Repubblica raccontiamo l'ascesa e caduta del barbaro sognante di cui Berlusconi aveva paura.
Ep.96 | Pulp Republic. Di Travaglio che infanga Vassalli e di Meloni che va da Fedez
Ieri Marco Travaglio ha attaccato Giuliano Vassalli nel suo editoriale toccando così il punto più basso della campagna referendaria (era difficile farlo) e mentre Giorgia Meloni sarà ospite di Pulp, il podcast di Fedez, il dibattito pubblico sembra davvero ad un bivio dove la conservazione, la tentazione al ribasso sembrano avere la meglio e dove il futuro sembra allontanarsi ogni giorno di più.
Ep.95 | 9 ottobre 1982, chiuse le indagini per l’attentato alla Sinagoga
ll podcast di oggi ricostruisce insieme a Maurizio Molinari e Ruth Dureghello, l’attentato alla Sinagoga di Roma del 9 ottobre 1982, uno dei più gravi attacchi antisemiti nella storia italiana, rimasto per decenni senza piena verità giudiziaria.Attraverso le nuove indagini della Procura di Roma, emergono responsabilità, nomi e connessioni con il terrorismo internazionale legato all’organizzazione
Ep.94 | Gli artisti e gli attori mobilitano davvero gli elettori?
Nel dibattito pubblico contemporaneo gli artisti tornano ciclicamente a esporsi nelle campagne elettorali e referendarie: firmano appelli, registrano video, partecipano a comizi, usano la propria notorietà per sostenere una causa politica. Ma questa mobilitazione serve davvero a orientare il voto? Oppure è soltanto un rituale simbolico che rafforza convinzioni già esistenti?Succede anche con quest
Ep.93 | Antisemitismo, propaganda e guerra cognitiva: la strategia russa da Putin agli zar
Nel nuovo episodio del podcast, Massimiliano Coccia dialoga con Massimiliano Di Pasquale, ricercatore dell’Istituto Gino Germani e studioso dello spazio post-sovietico, a partire dal suo paper Antisemitismo e misure attive russe dagli zar a Putin. La conversazione ricostruisce la lunga genealogia dell’antisemitismo nella cultura politica russa, dalle politiche zariste alla propaganda sovietica fin
Ep.92 | Padiglione Gulag. La propaganda russa e lo sharp power. Dialogo con Sofia Ventura
Entriamo nel cuore di una delle dimensioni meno visibili della competizione geopolitica contemporanea: la guerra culturale e informativa condotta dal Cremlino. Partendo dal caso della riammissione della Russia alla Biennale di Venezia, la conversazione con la professoressa Sofia Ventura in collegamento da Kyiv esplora il modo in cui la Russia utilizza strumenti di propaganda, diplomazia culturale
Ep.91 | Bordin, Bartolozzi e la guerra sulla giustizia
In questa puntata si torna alle parole di Massimo Bordin sulla separazione delle carriere, rileggendo alcuni editoriali che avevano anticipato molte delle distorsioni del sistema giudiziario italiano. Quelle riflessioni vengono messe alla prova dell’attualità dopo le dichiarazioni di Bartolazzi che hanno riacceso lo scontro politico e mediatico sulla giustizia. Un caso che si inserisce nel clima r
Ep.90 | Che fine ha fatto il diritto internazionale?
Su La Stampa Bernard-Henri Lévy sostiene che la guerra contro l'Iran sia giusta e auspica che Donald Trump vada fino in fondo, senza lasciare aperta la questione iraniana.Il problema è che Trump non ha mai mostrato particolare entusiasmo per la difesa della libertà o per la lotta alle dittature, che anzi considera spesso più affidabili delle democrazie. Lévy, però, individua l’incoerenza altrove:
Ep.89 | L’intelligence dice che la Russia è nostra nemica e Buttafuoco gli riapre la porta alla Biennale
Alla Biennale di Venezia, mentre la guerra di Vladimir Putin contro l’Ucraina continua, una rete di artisti russi torna a esporre tra mostre parallele e progetti collettivi. Non è il padiglione ufficiale, ma il segnale politico resta visto che a lavorare alla curatela sono la figlia di Lavrov e del magnate della difesa di Stato Rosatec. Il podcast ricostruisce il progetto “The tree is rooted in th
Ep.88 | Il figlio di Khamenei scelto come suo successore
Dopo l’uccisione della Guida suprema viene scelto suo figlio per guidare l’Iran in questi giorni di guerra. Una scelta che ha molti significati di continuità all’interno del clero sciita. Intanto siamo al quinto giorno di guerra e Emmanuel Macron ha spostato una portaerei e un incrociatore nelle acque di Cipro e nel Mediterraneo. Trump minaccia Sanchez che ha negato le basi spagnole agli USA per i
Ep.87 | Dove eravate mentre Khamenei ci uccideva?
Un corteo pacifista a Firenze contro i bombardamenti in Iran viene interrotto da un’attivista iraniana in esilio che accusa i manifestanti di aver taciuto sulla repressione del regime. La sua domanda è brutale: dove eravate quando chiudevano Internet e arrestavano migliaia di persone? Questo episodio cerca di dare una risposta alla domanda di Leila Farahbakhsh e parla di un pacifismo di facciata,
Ep.86 | Dopo Khamenei: Iran al bivio
La morte dell’ayatollah Ali Khamenei chiude un’epoca lunga trentacinque anni e apre una fase di instabilità che l’Iran non conosceva dal 1989. Con la scomparsa della guida suprema, il sistema della Repubblica Islamica perde il suo perno politico, religioso e militare. Intanto il conflitto si allarga: attacchi mirati, minacce sullo Stretto di Hormuz, mercati in fibrillazione. Da Dubai a Tel Aviv si
Ep.85 | Edizione straordinaria - Khamenei è morto
Il 28 febbraio, durante un’offensiva militare Usa-Israele contro obiettivi iraniani, la guida suprema iraniana Ali Khamenei viene ucciso. Secondo quanto dichiarato da media israeliani e statunitensi la foto del corpo sarebbe stata mostrata a Donald Trump. È la fine di una lunga dittatura teocratica. Con Maurizio Molinari e Shervin Haravi analizziamo fatti, fonti e scenari di quanto sta accadendo
Ep.84 | Meno Elly, più Erri
Questa settimana si sono tutti chiesti dove fosse Elly Schlein, invece di essere in Ucraina, come ad esempio il segretario del Partito Socialista francese Oliver Faure. Era alla presentazione della rivista di Goffredo Bettini, Rinascita e poi a Latina con Carofiglio. Però ha fatto una card per Kyiv e ha ripetuto la solita marmellata sulla questione diplomatica. Nelle stesse ore Erri De Luca rilasc
Ep.83 | La vergognosa apparizione di Angelo D’Orsi dal ras del Cremlino
Angelo D’Orsi è stato ospite di Vladimir Soloyev sulla tv di Stato russa e ha dato fiato a tutta la propaganda antioccidentale che aveva in serbo, mentre Valery Gergiev, sommo maestro d’orchestra, andava a conferire da Putin. Tre personaggi che inquinano anche il dibattito italiano con falsità, propaganda e minacce. Ma non sono i soli, in questa puntata torniamo a parlare anche di Vincenzo Lorusso
Ep.82 | Odesa, O’ sole mio e il Festival di Sanremo
Una canzone simbolo di Napoli che, secondo una narrazione molto diffusa, avrebbe avuto i natali ad Odessa. In questa puntata seguiamo il percorso inatteso di “’O Sole Mio” per raccontare la guerra in Ucraina e noi, l’assurdità delle polemiche di Sanremo e di quanto la semplificazione politica sia dietro l’angolo anche su drammi come l’omicidio di Rogoredo
Ep.81 | Quattro anni di resistenza ucraina: dialogo con Maurizio Molinari e Gianni Vernetti
Il 24 febbraio del 2022 le truppe russe entrarono in Ucraina per quella è divenuto il conflitto più lungo sul territorio europeo dalla Seconda Guerra Mondiale. Ricostruiamo quei giorni con Maurizio Molinari e Gianni Vernetti in collegamento da Odessa in un dialogo intenso tra geopolitica e umanità, tra lotta alla disinformazione e nuovi equilibri mondiali.
Ep.80 | Ucraina. Il loro coraggio e la nostra viltà
Domani saranno quattro anni dall’invasione estesa della Russia contro l’Ucraina, quattro anni in cui il popolo ucraino resiste, combatte, si sacrifica anche per noi. Ripercorriamo questi anni con un editoriale di Paolo Mieli e con una piccola lettera aperta ad un popolo coraggioso
Ep.79 | La Cina ha rubato i dati di 5.000 agenti della Digos
“Mai fidarsi della Cina”, scrive Giulia Pompili su “Il Foglio” raccontando dell’inchiesta che ha pubblicato Repubblica in cui si racconta che 5.000 agenti della Digos sono stati vittime di un’operazione di furto di dati da parte di hacker legati al regime di Pechino. Un confine davvero labile quello digitale che è ormai una vera e propria emergenza ancora troppo sottovalutata e poco tenuto in con
Ep.78 | Board of pigs
La trovata commerciale di Donald Trump del Board of peace è una specie di truffa del secolo, un posto dove nessuno deciderà nulla se non dove ricostruire qualcosa mentre Israele annette la Cisgiordania. Più che un board per la pace sembra un cda di un’impresa che vende un prodotto inesistente e sconosciuto a molti dei suoi componenti: la democrazia. L’Italia parteciperà da osservatore, dice Antoni
Ep.77 | L’assassinio di Quentin Deranque e la deriva estremista della gauche francese
La morte di Quentin Deranque, giovane attivista di destra brutalmente aggredito ai margini di una conferenza a Science Po dove era ospite Rima Hassan, scuote la Francia e riaccende una frattura che attraversa da anni il paese: quella tra radicalizzazione ideologica e violenza. Sullo sfondo, il ruolo della Jeune Garde, gruppo di estrema sinistra al centro di un procedimento di scioglimento, e la fi
Ep.76 | La rana di Putin che uccise Alexei Navalny
Alexei Navalny è morto il 16 febbraio del 2024 in una colonia penale in Siberia ucciso da Vladimir Putin che si è avvalso dell’FSB e del veleno della rana freccia dell’Ecuador che lo ha progressivamente paralizzato fino a spegnerlo. I risultati dei campioni di tessuto analizzati dalle intelligence di U.K., Paesi Bassi, Francia e Svezia non lasciano spazio a dubbi. Ovviamente il Cremlino smentisce
Ep.75 | Presidente Mattarella, dia una medaglia a Vladyslav Heraskevych
Ieri il Comitato Olimpico Internazionale ha squalificato lo skeletonista Vladyslav Heraskevych, colpevole del reato di dignità, per aver indossato un casco con le foto degli atleti ucraini uccisi dai russi. Raccontiamo questa vicenda vergognosa partendo dalle parole del senatore Filippo Sensi che ieri in aula è intervenuto sul caso e con una semplice proposta: sia il Presidente Mattarella a premia
Ep.74 | In Italia esiste la Tassa etica e l’ha inventata Berlusconi
La "tassa etica" è un'addizionale del 25% sull'IRPEF o sull'IRES applicata a chi ricava reddito dalla produzione, distribuzione o rappresentazione di materiale pornografico. È un aggravio fiscale punitivo che si aggiunge alle normali imposte e che colpisce un lavoro legale solo sulla base di un giudizio morale. Nata nel 2005 e mai abolita, è una scure che si abbatte su molti content creator che ha
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