
Sottoterra
Un podcast che esplora la lunga stagione dei sequestri di persona a scopo di estorsione in Italia, dalla fine degli anni Sessanta alla fine degli anni Novanta. Attraverso le voci di testimoni, sopravvissuti, banditi, poliziotti e magistrati, vengono raccontati casi emblematici come l'assassinio di Cristina Mazzotti e il rapimento di Cesare Casella. Il focus è sulla 'ndrangheta calabrese che trasformò i rapimenti in un'industria, terrorizzando le famiglie ricche e la borghesia del Nord Italia.
Episodi

5. Un punto di domanda sulla lapide
Abbiamo cominciato questa serie con il rapimento e l’omicidio di Cristina Mazzotti, nell’estate del 1975, torniamo a questa vicenda nell’ultima puntata. Sulla lapide resta un punto interrogativo, come racconta la nipote di Cri Cri, Arianna Mazzotti: «Nessuno è stato in grado di dire in che giorno effettivamente sia morta, gettata in discarica come un oggetto». La giustizia, però, a cinquant’anni d

4. Vendo stalla per 7 cavalli
L’ultimo dei carcerieri di Alessandra Sgarella, Ciccio Perre, viene catturato dai Cacciatori di Calabria il 26 agosto 2011. Il Carabiniere che fisicamente lo blocca lungo i sentieri dell’Aspromonte è il maresciallo Michele Palummo, che racconta in prima persona l’operazione. Il giorno dopo, assieme al procuratore Nicola Gratteri, i Cacciatori si apprestano a comunicare l’arresto in conferenza stam

3. E che cos'è uno yogurt?
Cesare Casella all’epoca ha 18 anni e vive a Pavia, “città di provincia dove ho ancora dei bellissimi ricordi”. La compagnia degli amici, il bar, le vacanze, i motorini truccati, 50 mila lire sempre in tasca ma in fondo una vita semplice, poco appariscente. La mamma casalinga, il papà titolare della concessionaria della Citroen. “Io non sapevo dell’Aspromonte, non sapevo della ‘ndrangheta, non ave

2. Tutti si bagnavano il becco
Quasi tutti i criminali in circolazione negli anni Settanta si buttano nell’”affare” dei sequestri di persona, compresa la banda milanese della Comasina: lo racconta Tino Stefanini, uno dei vecchi sodali di Vallanzasca. Si parte da una soffiata, spiega, “veniva uno, ti diceva questo è pieno come un uovo e si può portare via”. I primi ad aprire la strada in Lombardia, però, a creare il “modello”, s

1. La mia bambina sta bene?
La sera del 30 giugno 1975 un commando armato porta via una ragazzina, Cristina Mazzotti, 18 anni appena compiuti, mentre rientra con gli amici alla villa di Eupilio, Como. L’ex fidanzato Carlo Galli e l’amica del cuore Emanuela Luisariraccontano l’agguato. Ci sono stati altri rapimenti in Lombardia, ma questo è diverso, per la brutalità dell’azione, per le condizioni in cui è tenuta in ostaggio (

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Gli anni della paura in Italia. Quasi trenta: dalla fine dei Sessanta alla fine di Novanta. La lunga stagione dei sequestri di persona a scopo di estorsione. In Lombardia ad aprire la strada sono i corleonesi, imitati da tutte le bande. I mafiosi però si ritirano presto dall’affare (per non inimicarsi gli imprenditori con i quali cominciano ad accordarsi) e lasciano campo libero alla ‘ndrangheta.











