
Stories
Spesso sono proprio le storie a spiegare nel modo migliore l’attualità e la realtà che ci circonda. E il mondo ne è pieno. In "Stories" andiamo alla ricerca di queste storie insieme a Cecilia Sala, che ci racconterà gli Esteri attraverso i suoi protagonisti, alcuni molto famosi, altri ancora da scoprire. “Stories” non rimarrà in una stanza, vi porterà in trasferta con Cecilia per scoprire sul campo quello che succede nel mondo: i contesti, le crisi e le buone notizie.
Episodes
L’uomo che ha già vinto i Mondiali
Ep.998: Da dieci anni Gianni Infantino governa l’organizzazione sportiva più potente al mondo, la FIFA. Nelle prossime settimane lo vedremo spesso in televisione per i mondiali di calcio più grandi della storia, che cominciano oggi. Quando nel 2016 è arrivato ai vertici della FIFA, l’organizzazione era appena uscita da uno dei più grandi scandali della storia dello sport. Lui si è presentato come
Da “White Lives Matter” a una rivolta contro i migranti nel Regno Unito
Ep.997: A Southampton le proteste vanno avanti. Sono cominciate la settimana scorsa, quando la polizia ha pubblicato il filmato della notte in cui Henry Nowak è stato ucciso da Vikrum Digwa. Il video mostra gli agenti credere alla versione falsa dell’assassinio - quella di un’aggressione a sfondo razziale - e ignorare il fatto che la vittima sia il bianco di 18 anni che sanguina a terra. Intanto,
La Corea del Nord va alla grande
Ep.996: Le strade di Pyongyang sono piene di negozi di animali domestici, sale giochi, concessionarie di auto. Un segnale che la gente ha soldi per fare compere. In occasione della visita del presidente cinese, il New York Times ha dedicato un articolo alla “trasformazione miracolosa” del Paese. E sul Wall Street Journal campeggiava il titolo: “La storia di successo economico più sorprendente al m
La rivolta dei fenicotteri in Albania
Ep.995: Migliaia di persone sono in piazza contro il governo, che ha dato un’area protetta in concessione a Jared Kushner. Il genero, affarista e consigliere tuttofare di Trump vorrebbe costruire un resort di lusso sull’isola di Sazan. Lo slogan della protesta è “l’Albania non è in vendita” e il suo simbolo è un fenicottero rosa.
Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: video “🚤 Secr
Zanzare buone contro zanzare cattive
Ep.994: Google ha chiesto un permesso speciale al governo americano per liberare 64 milioni di zanzare in California e in Florida. Le zanzare sono l’animale più letale al mondo. E la divisione di scienze della vita di Alphabet, la società madre di Google, dice di avere una soluzione: combattere le zanzare (cattive) con più zanzare (buone).
Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: vid
Il diario del nuovo capo del Mossad
Ep.993: Roman Gofman è il nuovo capo dei servizi segreti israeliani. In un diario pubblicato nel 2020, ha raccontato di aver vissuto un’adolescenza da immigrato per nulla integrato. E dice che è stato il servizio militare a fare di lui un israleiano. Due giorni fa, il valzer delle identità che l’ha tormentato per anni è stato definitivamente superato dalla nomina alla carica patriottica per eccell
Il Libano è così prezioso che fa litigare Trump e Netanyahu
Ep.992: Nel contesto del negoziato che procede a singhiozzo tra Stati Uniti e Iran per riaprire lo stretto di Hormuz, il Libano continua a essere un tassello non negoziabile per i pasdaran. E Trump deve tenerne conto. Lunedì, un’agenzia stampa vicina ai Guardiani della rivoluzione ha scritto che i colloqui con gli americani non possono procedere se Israele non smette di colpire i miliziani di Hezb
Il democratico che già prende le misure alla Casa Bianca
Ep.991: Josh Shapiro, governatore della Pennsylvania, vuole che il suo stato diventi la principale causa di sofferenza elettorale per il presidente americano. Se i suoi candidati dovessero imporsi a novembre, sarebbe una vittoria anche per lui, che non vuole soltanto restare governatore, ha ambizioni da candidato presidente.
Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: video “Donald Trum
Un violino e una perquisizione nella sede del partito di Sánchez
Ep.990: Ieri, la Guardia Civil ha perquisito la sede centrale del Psoe “nell’ambito di un’indagine su un presunto complotto per destabilizzare i procedimenti giudiziari contro il partito e il governo” di Pedro Sánchez. E una settimana fa l’ex premier socialista Zapatero è stato iscritto nel registro degli indagati del caso Plus Ultra, con l’accusa di corruzione e traffico di influenze illecite. In
Il dibattito sugli smartphone che ci fanno fare meno figli
Ep.989: La natalità è in calo in 145 paesi su 193. Le nazioni ad alto reddito sono in declino demografico da mezzo secolo, ma da oltre un decennio il crollo delle nascite ha accelerato e si è esteso anche a paesi che ricchi non sono. Fino a poco tempo fa, i demografi non avevano una risposta convincente per un fenomeno così vasto e simultaneo. Poi, un po’ di analisti si sono chiesti se a incidere
Christians Against the Machine
Ep.988: Ieri Papa Leone ha presentato la sua prima enciclica, che ha dedicato all’Intelligenza artificiale. Il documento vuole mettere in guardia dai rischi di un mondo disumanizzato con al centro la Macchina. Alcuni mesi fa è uscito un libro che affronta lo stesso tema: “Contro la Macchina. Sul disfacimento dell’umanità”. Un bestseller con una tesi: dalla Rivoluzione industriale all’Intelligenza
Dagli accordi di Abramo a un accordo di Maometto
Ep.987: Quando Trump ha optato per un memorandum d’intesa con Teheran, Benjamin Netanyahu è stato messo in disparte da un’imponente coalizione di paesi musulmani.
Sabato 23 maggio il presidente degli Stati Uniti ha partecipato a una call con l’emiro del Qatar, il re di Giordania, il principe saudita, il generale che comanda le Forze armate pakistane, il presidente egiziano, quello turco. C’era
“Succession” in Catalogna
Ep.986: La polizia catalana ha arrestato il primogenito di Isak Andic, il fondatore del marchio di abbigliamento spagnolo Mango. Il 14 dicembre 2024 l’imprenditore e il figlio Jonathan parcheggiano l’auto vicino al punto di partenza di un sentiero sulla montagna di Montserrat. Dopo dieci minuti di cammino, Isak Andic precipita nel vuoto per oltre 100 metri e muore. Gli inquirenti credono che la mo
L’ultima mossa di Trump contro Cuba è un déjà vu
Ep.985: La procura federale di Miami ha incriminato Raúl Castro, ex presidente di Cuba e fratello di Fidel Castro, con l’accusa di aver provocato la morte di quattro persone ordinando l’abbattimento di due aerei di un’organizzazione di esuli cubani il 24 febbraio 1996. All’epoca era il ministro della Difesa. Oggi, ha 94 anni. Non riveste più alcun ruolo ufficiale, ma è ancora uno degli uomini poli
Il repubblicano che ha sfidato Israele e Trump ha perso
Ep.984: Thomas Massie, deputato repubblicano del Kentucky, uno degli stati più a destra dell’Unione, è un politico con una base solida. È al Congresso da 15 anni e ha sempre vinto con percentuali altissime, sopra il 60 percento. Però negli ultimi mesi si è messo contro Trump: ha chiesto e poi ottenuto la pubblicazione degli Epstein files, ha votato contro gli aiuti a Israele e criticato la guerra
Le famiglie dei prigionieri politici venezuelani non possono perdere questa occasione
Ep.983: Carmen Navas aveva impegnato tutte le energie che le rimanevano nella ricerca del figlio Víctor Quero. Il 7 maggio il Ministero delle prigioni ha annunciato: “Quero è deceduto da detenuto”. Dieci giorni dopo, è morta anche la madre.
La svolta politica che ha reso possibile la verità sul caso è arrivata a gennaio. Dopo l’operazione degli Stati Uniti che ha catturato Nicolás Maduro, il g
Sul campo le cose vanno meglio all’Ucraina che alla Russia, di nuovo
Ep.982: L’Ucraina ha lanciato il più grande attacco con i droni contro la Russia dell’ultimo anno. Oggi il 70% della popolazione russa è nel raggio d’azione dei droni ucraini. A marzo, per la prima volta dall’inizio della guerra, il numero di attacchi con droni a lungo raggio ucraini ha superato il numero di attacchi russi dello stesso tipo. L’insolito vantaggio che Kyiv si è conquistata in questo
Il Banksy delle cripto
Ep.981: Nel 2009 un uomo ha creato Bitcoin. E si è nascosto dietro uno pseudonimo giapponese, Satoshi Nakamoto. Da allora, la sua identità è uno degli enigmi della nostra epoca. Alcuni blog lo dipingono con una maschera d’oro e un cappuccio. Per altri è solo un concetto filosofico e dietro c’è un collettivo di hacker. L’unica certezza è che possiede oltre un miliardo di Bitcoin intoccati, che equi
Per un pugno di dollari, a Pechino
Ep.980: Donald Trump è in Cina a quasi dieci anni di distanza dalla sua ultima visita. A fare da sfondo al viaggio del presidente americano, c’è una questione meno visibile: la competizione tra il dollaro e lo yuan, la moneta cinese. L’aggressività e l’imprevedibilità della politica commerciale della Casa Bianca, gli enormi deficit di bilancio e le minacce trumpiane all’indipendenza della Federal
I cinesi vedono l’America di Trump sotto una kill line
Ep.979: Su Bilibili, lo YouTube cinese, l’utente “Re dei Calamari” pubblica un video di cinque ore sulla povertà negli Stati Uniti. Descrive bambini infreddoliti che la notte di Halloween bussano alle porte implorando cibo e operai cacciati dagli ospedali perché non possono pagare le cure. Il video fa parte di un fenomeno più ampio: il racconto degli americani come un popolo che vive sulla soglia
In Thailandia vedi oggi la crisi alimentare che ci sarà tra sei mesi
Ep.978: Attraverso lo stretto di Hormuz, si muoveva oltre un terzo delle esportazioni mondiali di urea, il fertilizzante azotato più usato al mondo. Nelle risaie thailandesi, gli agricoltori hanno deciso di non seminare, di seminare meno o di seminare senza usare i fertilizzanti (e aspettarsi poi un raccolto più contenuto), perché farlo sarebbe troppo costoso. Una contadina ha stimato che coltivar
L’analisi più spietata della guerra americana in Iran
Ep.977: Washington e Teheran non stanno ancora negoziando un vero accordo. Stanno trattando le condizioni per sedersi a un tavolo e discutere di un accordo. E anche questa negoziazione preliminare delude. Nel frattempo il mondo comincia ad abituarsi all’idea che non ci sarà un ritorno allo status quo ante. Non arriverà d’improvviso un trionfo americano – militare o diplomatico –capace di annullare
Dal birdwatching in discarica a un focolaio di hantavirus
Ep.976: Una coppia di pensionati olandesi si imbarca sulla nave Hondius. Dieci giorni dopo l’inizio della crociera, l’uomo muore a bordo. Prima di partire, la coppia aveva fatto birdwatching in una discarica a Ushuaia. È una meta popolare tra gli amanti di uccelli perché ospita specie rare della Patagonia. La discarica, però, attrae anche i topi. Sarebbe questo – per le autorità argentine – il luo
La sfida della festa di Putin a Mosca
Ep.975: Il 9 maggio in Russia è il giorno della celebrazione della vittoria contro il nazifascismo. Ma da quando Putin ha ordinato l’invasione dell’Ucraina, la parata militare non è più solo il ricordo della disfatta della Germania nazista, è anche la rappresentazione della lotta in corso contro i “nazisti” di oggi: secondo la propaganda di stato russa, tutti gli ucraini. Quest’anno la festa ha su
10 piccoli scienziati e nessun complotto
Ep.974: Negli ultimi anni una decina di persone legate in qualche modo alla ricerca scientifica americana sono morte o scomparse. Su X, su Youtube, nei podcast è nata la teoria: qualcuno sta eliminando gli scienziati. Qualcuno vuole decapitare il programma nucleare degli Stati Uniti, oppure impedire che venga a galla la verità sugli alieni, o entrambe le cose. L’FBI ha aperto un’indagine. Ma a gua
Nigel Farage è in testa, ma ha una zavorra da 5 milioni di sterline
Ep.973: Nigel Farage ha trasformato le elezioni amministrative del 7 maggio in un referendum sulla tenuta del governo Starmer. Il suo nome e la sua carriera sono legati indissolubilmente alla Brexit, il sogno politico della sua vita che dieci anni fa è diventato realtà. Il bilancio del divorzio britannico dall’Unione europea non è positivo, ma questo non gli ha impedito di reinventarsi e alzare la
Il “Progetto libertà” di Trump contro la “flotta delle zanzare” di Teheran
Ep.972: Trump ha annunciato che gli Stati Uniti guideranno fuori dallo Stretto di Hormuz le navi che sono rimaste intrappolate nel Golfo persico. Qualsiasi interferenza sarà gestita “con la forza”. Per Teheran non è una buona notizia. Se le navi ricominciassero a circolare, il regime perderebbe la sua leva principale nel negoziato e nella guerra: il controllo dello stretto. L'Iran, però, può dare
I Mondiali disuniti
Ep.971: Quando la Fifa decise di assegnare i Mondiali di calcio 2026 alla candidatura congiunta di Stati Uniti, Canada e Messico, lo slogan scelto fu “United As One”, uniti come se fossimo una cosa sola. Il Nord America, che allora si presentò unito, oggi è pieno di crepe. Trump minaccia dazi da capogiro sia contro i vicini di sopra, il Canada, sia contro i vicini di sotto, il Messico. Ma il probl
Zelensky vuole sanzionare Israele
Ep.970: Prima dell’invasione su larga scala, l’Ucraina e la Russia producevano il 12% delle calorie consumate a livello mondiale. E l’Ucraina era soprannominata “il granaio d’Europa”. Da quando i soldati di Putin occupano circa un quarto del territorio ucraino, Mosca prova a vendere sul mercato internazionale il grano coltivato nei campi del sud e dell’est che sono sotto il suo controllo militare.
I russi scappano dai jihadisti in Mali
Ep.969: I guerriglieri di al Qaida hanno lanciato un’offensiva per prendere le città più importanti del Mali. La loro prima operazione è stata mandare un soldato maliano a bordo di un’autobomba davanti alla casa del ministro della Difesa, Sadio Camara, e ucciderlo. Camara era la testa pensante della giunta militare che ha preso il potere nel 2020. Era l’autore della svolta intrapresa dal Paese in
Al gran ballo dei cecchini
Ep.968: Dopo l’attentato sventato, Trump ha detto: sono nel mirino perché sono uno di quei presidenti che cambiano le cose, che fanno la storia. Trump sta per compiere 80 anni e sa che non potrà candidarsi per un altro mandato. Chi segue il suo lavoro da vicino racconta che, oggi, le energie del presidente sono assorbite dall’ossessione di costruirsi un’eredità che duri nel tempo, più che dagli ob
Il primo arresto da quando su Polymarket va di moda la guerra
Ep.967: Quello di Gannon Ken Van Dyke è il primo arresto nella storia degli Stati Uniti per insider trading su una piattaforma di scommesse online. Van Dyke è un soldato delle Forze speciali. È tra gli uomini che hanno pianificato e partecipato all’operazione che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro. Il 26 dicembre 2025, mentre i dettagli dell’operazione prendevano forma, ha aperto un account
In teoria c’è già una Nato senza gli Stati Uniti
Ep.966: I leader europei sono a Cipro per un vertice sulla guerra, la difesa, lo Stretto di Hormuz e la conseguente crisi energetica. Quando è cominciato il conflitto contro l’Iran, alcuni droni iraniani hanno colpito l’isola, diretti contro le basi britanniche. E Francia, Italia, Grecia, Spagna e Paesi Bassi hanno deciso di inviare mezzi aerei navali per proteggere Cipro. Il presidente cipriota a
La nuova distrazione di Trump sono gli alieni
Ep.965: Trump, sul palco di Turning Point Usa, invece di concentrarsi sul prezzo della benzina o sulla guerra in Iran, ha parlato di alieni. E ha detto di aver ordinato al Segretario alla guerra di pubblicare i documenti del Pentagono sugli Ufo. Ha promesso agli elettori che lui dirà cosa sa davvero il governo americano sugli oggetti volanti non identificati, e sugli Uap, cioè i fenomeni anomali n
Hezbollah: indagine su un partito armato – parte 2
Ep.964: Se viaggi in macchina per le strade di Beirut, ti accorgi subito quando entri nel territorio di Hezbollah: dai balconi sventolano bandiere giallo brillante con il logo del gruppo armato al centro. Sui muri dei palazzi cominciano a comparire le fotografie dei miliziani uccisi da Israele. E i cartelloni con il volto di Hassan Nasrallah, che è stato l’iconico segretario generale del partito p
Hezbollah: indagine su un partito armato – parte 1
Ep.963: Se viaggi in macchina per le strade di Beirut, ti accorgi subito quando entri nel territorio di Hezbollah: dai balconi sventolano bandiere giallo brillante con il logo del gruppo armato al centro. Sui muri dei palazzi cominciano a comparire le fotografie dei miliziani uccisi da Israele. E i cartelloni con il volto di Hassan Nasrallah, che è stato l’iconico segretario generale del partito p
Guardati le spalle dalle bombe di Israele e dai proiettili di Hezbollah
Ep.962: La settimana scorsa, Rasha ha fatto una cosa pericolosa. Rasha è la sorella di Lokman Slim, un editore che raccoglieva e catalogava i nomi dei morti ammazzati in Libano dai tempi della guerra civile, disturbando – tra gli altri – gli uomini di Hezbollah. Nel 2021 Slim viene trovato a faccia in giù nella sua Toyota Corolla con quattro proiettili in testa e uno al cuore. Ora, anche Rasha dev
La sensazione di Nakba tra i libanesi del sud
Ep.961: Il 15% del Libano è invaso dalle truppe israeliane. E un libanese su 5 è sfollato: un milione e 200 mila persone su 5 milioni di cittadini. Gli sciiti che sono scappati dal sud hanno due problemi. Il primo è che nei rifugi allestiti dal governo un po’ ovunque – nelle scuole, nei ministeri e negli stadi – c’è posto per 150mila persone. Circa un decimo di quelle che ne avrebbero bisogno. Il
Trump “Gesù guaritore” non piace ai MAGA
Ep.960: I social sono stati invasi da meme che prendono in giro il presidente degli Stati Uniti. Trump ha pubblicato un'immagine generata con l’AI in cui figura come Cristo. Poi, l’ha rimossa e si è giustificato dicendo: “Sono io, nei panni di un medico”. Le cover dei più famosi medical drama americani, come Grey’s Anatomy, sono state modificate: i protagonisti non indossano camici, ma tonache bia
La guerra in Sudan è “un Afghanistan e una Siria messi insieme”
Ep.959: La guerra in Sudan sta entrando nel suo quarto anno. A cominciarla era stato il generale Dagalo, detto “Hemedti”, che voleva soffiare il posto al generale che comanda l’esercito sudanese e di fatto il paese. Tre anni di conflitto hanno portato a una divisione del Sudan e, allo stato attuale, è difficile che una delle parti vinca il conflitto, riuscendo a riunire il Paese. Il Sudan è affacc
La sconfitta di Viktor Orbán che fa felice l’Unione europea
Ep.958: Migliaia di ungheresi sono scesi in piazza per festeggiare: Peter Magyar ha vinto, sarà lui il nuovo premier. La sconfitta di Viktor Orbán, dopo sedici anni di potere, è stata “dolorosa e inequivocabile”, come l‘ha definita lui stesso congratulandosi con il vincitore. La vittoria di Magyar, un filoeuropeista, anticorruzione e lontano dal Cremlino, non è solo una buona notizia per gli unghe
I Lego iraniani per trollare Trump
Ep.957: Trump è un omino di Lego. Netanyahu è un omino di Lego. Anche Satana è un omino di Lego, e sta sfogliando insieme a Netanyahu un album fotografico intitolato “Jeffrey Epstein Files”. Questo è uno dei video pubblicati dal canale iraniano “Akhbar Enfejari”, che vuol dire Notizie Esplosive. L’iconografia volutamente grottesca piace e i video finiscono ovunque. Li condividono gli account del g
La Nato s’è rotta
Dal 10 al 12 aprile torna il festival Chora Volume 3. Scopri il programma e come partecipare su https://festival.choramedia.com/
Ep.956: Con la guerra in Iran, il presidente americano ha ricominciato a denunciare gli alleati europei che non gli hanno mostrato solidarietà: noi siamo sempre andati in loro aiuto, ma loro dimostrano ancora una volta di non essere utili a noi. Secondo il Wall Street
Un finale migliore per il regime iraniano non c’era
Dal 10 al 12 aprile torna il festival Chora Volume 3. Scopri il programma e come partecipare su https://festival.choramedia.com/
Ep.955: Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran è temporaneo, ma i negoziati per trovare una soluzione definitiva non promettono bene. Se si arenassero, la situazione si congelerebbe come si presenta oggi: con l’Iran in una posizione di forza. Perché Trump non avrà
Le bombe sull’università più libera di Teheran
Dal 10 al 12 aprile torna il festival Chora Volume 3. Scopri il programma e come partecipare su https://festival.choramedia.com/
Ep.954: Quando, ieri, è stata bombardata l’università Sharif, l’istituzione accademica più prestigiosa del Paese, gli iraniani hanno avuto un altro assaggio degli attacchi contro obiettivi civili che Donald Trump minaccia di intensificare stanotte. Gli americani e gli
Torna il festival di Chora: dal 10 al 12 aprile a Milano
Scopri il programma e come partecipare su https://festival.choramedia.com/
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
I deep fake porno che hanno portato i tedeschi in piazza
Dal 10 al 12 aprile torna il festival Chora Volume 3. Scopri il programma e come partecipare su https://festival.choramedia.com/
Ep.953: Per anni, l’attrice tedesca Collien Fernandes ha visto comparire sui social deepfake di lei nuda. A Natale ha scoperto che la persona dietro al proliferare di contenuti pornografici che la vedevano protagonista era suo marito. Migliaia di persone sono scese in
L’opzione fuga di Trump dalla guerra in Iran
Dal 10 al 12 aprile torna il festival Chora Volume 3. Scopri il programma e come partecipare su https://festival.choramedia.com/
Ep.952: Il presidente degli Stati Uniti tiene aperte tutte le opzioni, oscillando tra la voglia di escalation e quella di fuga. Secondo il Wall Street Journal, avrebbe detto al suo staff: voglio la conclusione della guerra anche a costo di lasciare lo Stretto di Hormu
Pena di morte per chi uccide israeliani, impunità per chi uccide palestinesi
Dal 10 al 12 aprile torna il festival Chora Volume 3. Scopri il programma e come partecipare su https://festival.choramedia.com/
Ep.951: Il parlamento israeliano ha approvato una legge che prevede l’impiccagione per chi uccide una persona in un attacco “intento a negare l’esistenza dello stato di Israele”. Una formula peculiare, che serve a punire con la morte i palestinesi che uccidono israeli
La crisi energetica è un grosso problema per la scommessa sull’AI
Dal 10 al 12 aprile torna il festival Chora Volume 3. Scopri il programma e come partecipare su https://festival.choramedia.com/
Ep.950: Per l’economia americana, l’intelligenza artificiale non è un settore come gli altri. Nell’ultimo trimestre del 2025, praticamente tutta la crescita degli Stati Uniti veniva dagli investimenti in AI. Il problema di cui sempre più analisti parlano è questo: abb
L’app che vuole abolire gli addii
Ep.949: Quando i medici diagnosticano alla madre un cancro al quarto stadio, Justin Harrison vende casa, svuota i conti bancari e investe tutto in un avatar capace di interpretarla alla perfezione. Oggi, possiede una delle 12 startup che offrono simulazioni postume della personalità dei morti, un settore in espansione che vale 22 miliardi di dollari. Il claim della sua app è: “Never have to say go
Sull’Iran, la Sanchezmania ha attecchito in Europa
Dal 10 al 12 aprile torna il festival Chora Volume 3. Scopri il programma e come partecipare su https://festival.choramedia.com/
Ep.948: Il premier spagnolo Pedro Sanchez sta vivendo un momento di enorme popolarità. Ha riconosciuto lo stato palestinese. Fin da subito ha definito illegale l’operazione americana in Iran. Difende il diritto internazionale senza nessuna concessione al realismo di mol
L’interlocutore pasdaran e le 15 condizioni americane per fermare la guerra
Ep.947: Mohammad Bagher Ghalibaf è l’interlocutore che Trump caldeggia per stringere un accordo col regime iraniano e trovare una via d’uscita. Ma Ghalibaf non è Delcy Rodriguez, la vicepresidente venezuelana che si è messa d’accordo con gli Stati Uniti per gestire il Venezuela dopo la cattura di Maduro. Nella divisione in fazioni interna al potere iraniano, Ghalibaf sta con i pasdaran e con la nu
Il Soros dell’estrema destra
Ep.946: Pierre-Èdouard Stérin dice che, se non si fa qualcosa, la Francia diventerà la prima repubblica islamica d’Europa. Alle elezioni municipali di domenica, tanti candidati sindaci venivano dalla sua scuola politica. Divenuto miliardario con le Smartbox, ha usato i propri soldi per finanziare l’ascesa dell’estrema destra in Francia. Stérin promuove la remigrazione e le deportazioni in stile IC
La strategia di Trump sull’Iran è come il meteo
Ep.945: Venerdì il presidente degli Stati Uniti aveva ventilato che la guerra stesse per volgere al termine. Il giorno dopo ha minacciato di bombardare le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse riaperto lo stretto di Hormuz entro 48 ore. Oggi, ha rinviato l’ultimatum di cinque giorni. Il presidente degli Stati Uniti continua a cercare una mossa clamorosa capace da sola di chiudere la p
Riaprire Hormuz è complicato, ma finché è bloccato Trump non può cantare vittoria
Ep.944: Per gli Stati Uniti e i loro partner riaprire lo stretto di Hormuz non sarà facile. Secondo gli analisti, la campagna aerea americana sulle armi iraniane che bloccano il passaggio andrà avanti per settimane e da sola potrebbe non bastare: l’Iran nasconde ancora tante mine, droni e piccole imbarcazioni. Per questo, l’unità di Marine specializzata in attacchi anfibi è in viaggio verso il Med
Orbán ha tanta paura di perdere le elezioni
Ep.943: Il 12 aprile l’Ungheria sarà chiamata a votare. Nell’ultimo video elettorale del partito di Viktor Orbán, generato con l’intelligenza artificiale, una bambina guarda fuori dalla finestra mentre attende che il padre, in guerra, ritorni a casa. Orbán è al potere da sedici anni e vuole restarci, ma i sondaggi dicono che il suo rivale, Péter Magyar, vincerà. Per questo il premier ungherese si
Chi è l’ex capo dell’antiterrorismo che ha scaricato Trump sull’Iran
Ep.942: Joe Kent si è dimesso perché, ha spiegato, non può tollerare che i soldati americani muoiano in una guerra di Israele. 11 missioni di combattimento, pluridecorato, ha partecipato alla battaglia sanguinosa di Fallujah, in Iraq. Dopo la morte della moglie, crittografa dell’intelligence militare uccisa in un attentato in Siria, si è avvicinato alla politica, s’è invaghito dei neonazisti e ha
Israele ha ucciso l’uomo che teneva in piedi l’Iran
Ep.941: A gennaio, Ali Khamenei aveva affidato ad Ali Larijani la sopravvivenza della Repubblica islamica: alla rivolta interna, ai bombardamenti americani e israeliani che sarebbero arrivati, e al proprio assassinio. Da quel momento è stato il leader di fatto del paese. Larijani era un burocrate con le mani insanguinate: uno dei massimi responsabili del massacro di manifestanti a gennaio. Ma era
L’Anticristo di Peter Thiel assomiglia a quello di Carl Schmitt
Ep.940: Per il fondatore di Palantir, che alcuni considerano l’intelettuale di destra più influente degli ultimi 20 anni, l’Anticristo assomiglia alla stagnazione: la fine della crescita economica e l’accelerazione della frustrazione di massa. E il demone che blocca il mondo sono le regole, gli organismi internazionali come le Nazioni Unite, la burocrazia europea o i filosofi che vorrebbero normar
Il movimento che vuole bandire i vecchi dalla politica
Ep.939: Chuck Grassley è il presidente pro tempore del Senato degli Stati Uniti. È un repubblicano dell’Iowa di 92 anni. Di recente sui social è nato un trend che lo riguarda: elencare le cose inventate dopo la sua nascita, per esempio gli elicotteri. Grassley è uno dei tanti politici che non sembrano voler lasciare la poltrona, anche se sono nati quando Hitler era al potere e l’India era Impero b
Lo Stretto di Hormuz si è molto ristretto: passano solo i cinesi
Ep.938: Mentre il mondo guarda allo Stretto di Hormuz come a una porta sbarrata, le esportazioni di petrolio iraniano dirette in Cina sono aumentate rispetto a prima della guerra. Teheran non ha chiuso lo stretto: lo ha nazionalizzato. Il salto di qualità c’è stato il 10 marzo, quando l’Iran ha cominciato a piazzare mine navali. La strategia è bloccare il corridoio da cui passa un quarto del petro
Gli iraniani vorrebbero conoscere l’obiettivo di Trump
Ep.937: Trump un giorno evoca i manifestanti che prenderanno il controllo dei palazzi del potere. Il giorno dopo parla di un accordo con chiunque nel regime sia disposto a sedersi a un tavolo. Da quando ha dato il via all’operazione “Furia epica” contro la Repubblica islamica nessuno riesce a rispondere alla domanda: cosa vuole ottenere il presidente americano con questa guerra? Non ci riescono i
Dopo la rivoluzione, la GenZ in Nepal ha eletto un rapper
Ep.936: Il rapper, ingegnere e politico indipendente Balen Shah si prepara a fare il premier del Nepal. A settembre 2025, la protesta della Generazione Z aveva incendiato il Parlamento e aveva costretto il governo alle dimissioni. Ora il partito guidato da Balen ha fatto il pieno di seggi: almeno 180 su 275. La maggioranza dei nuovi eletti sono giovani e la stampa locale titola sulla prima rivoluz
Dall’ayatollah Khamenei all’ayatollah Khamenei: una vittoria dei pasdaran
Ep.935: Mojtaba Khamenei è la nuova Guida suprema della Repubblica islamica. Non ha mai dato un’intervista e non ha mi tenuto un discorso in pubblico. Neppure suo padre voleva che gli succedesse, ma oggi è morto e il potere lo gestiscono altri. I protettori di Mojtaba sono i pasdaran. La sua nomina è una vittoria dei militari, ma potrebbe avere vita breve.
Learn more about your ad choices. Visit m
Il canarino nella miniera della crisi MAGA di fronte alla guerra
Ep.934: Secondo i sondaggi, solo il 21% degli americani è contento dell’attacco all’Iran. Molte figure chiave dell’ex cerchio magico presidenziale credono che questa guerra sia l’esatto contrario della dottrina America first. Nel mezzo dello scontro interno all’universo Maga c’è un uomo, che ha promesso isolazionismo e che vorrebbe essere il candidato repubblicano alle presidenziali del 2028: il v
L’arma dei poveri che mette in crisi i ricchi
Ep.933: L’occidente ha un problema con i droni. Volano bassi e lenti, per eludere le difese aeree. Sono alti come un piano di un palazzo. Pesano come uno scooter 150. Si chiamano Shahed, che vuol dire “testimone”. Nella versione più economica costano 20.000 dollari. Un sistema Patriot completo, come quelli che i paesi del Golfo e le basi americane usano per abbatterli, costa un miliardo. Ogni miss
Il prossimo Iran può assomigliare a tre cose
Ep.932: La Repubblica Islamica è un sistema sofisticato, costruito per sopravvivere alla morte di un singolo uomo. Ma la morte di Khamenei non è una successione, è la fine di un’era. Da presidente prima e da Guida suprema poi, Khamenei ha preso tutte le decisioni che contano in 47 anni di Repubblica islamica. E ha fatto da tappo a ogni ipotesi di cambiamento. Dopo di lui, lo scenario probabile per
“Non puoi imbellettare la guerra”
Ep.931: Gli iraniani che speravano in un intervento straniero contro il regime erano spinti a chiedersi: è più letale un regime capace di uccidere migliaia di noi in 48 ore o una campagna di bombardamenti americani che non sai quanti civili uccide? Nelle prime ore dell’attacco all’Iran una bomba americana o israeliana ha colpito una scuola elementare, facendo la peggiore strage di bambini dal mass
La strategia di sopravvivenza del regime iraniano è una grande escalation
Ep.930: La strategia di difesa della Repubblica islamica è gettare nel panico le monarchie del Golfo. Chiudere lo stretto di Hormuz, da dove transita un terzo del petrolio globale. Far alzare il prezzo dell’energia. Versare sangue israeliano e americano. Nella sua rappresaglia, l’Iran ha già colpito dieci paesi. L’obiettivo è rendere il prezzo politico di questa guerra insostenibile per Donald Tru
Il futuro dell'Iran dopo la morte dell’Ayatollah Khamenei | Speciale Seietrenta
Dopo i bombardamenti dell’operazione “Epic Fury” di Stati Uniti e Israele, la morte della Guida Suprema, l'Ayatollah Ali Khamenei, cosa accadrà in Iran e nell’area? Quali sono le reazioni del vertice del regime, dei pasdaran e della popolazione? E qual è, se c’è, la strategia di Trump e Netanyahu per un Iran “post Ayatollah”? Ne discutono Mario Calabresi, Cecilia Sala e Marco Bardazzi in una punta
Sopravvissuto alle persecuzioni in Myanmar, non all’antimmigrazione in America
Ep.929: Nurul Amin Shah Alam è un rifugiato rohingya. È arrivato dal Myanmar negli Stati Uniti nel 2024. Ha difficoltà a camminare. È mezzo cieco. Non ha ancora imparato l’inglese. È legalmente negli Stati Uniti ma – come tanti altri rifugiati nella sua condizione – è finito nella rete dell’ICE. Tre giorni giorni fa, il suo corpo è stato ritrovato al bordo di una strada.
Gli inserti audio di qu
Il soldato più famoso critica il generale più potente – parte 2
Ep.928: Il fronte ucraino non è mai stato prossimo al collasso, però rispetto alla Russia ha un problema di uomini. Le brigate faticano a reclutare nuovi soldati e combattono con meno persone di quelle su cui dovrebbero poter contare sulla carta. L’evoluzione di un vecchio servizio d’ordine dell’ultra destra, il battaglione Azov, invece è passata da 300 uomini a oltre 30.000. Ha più candidati che
Il soldato più famoso critica il generale più potente – parte 1
Ep.927: Bohdan Krotevych è il soldato più famoso d’Ucraina. Nel 2022 ha guidato la battaglia che i suoi concittadini ricordano come la più epica e disperata: la resistenza a Mariupol. Quando Krotevych ha lasciato l’esercito, tanti ucraini l’hanno preso come un cattivo segno. Se l’uomo che continua a combattere nonostante la certezza di finire ammazzato o prigioniero dei russi non accetta di combat
Cosa pensa l’Ucraina quattro anni dopo | VIVAVOCE
Il 24 febbraio 2022 Vladimir Putin annunciava l'inizio dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina. Quattro anni dopo Cecilia Sala da Odessa racconta a Mario Calabresi come vivono la quotidianità gli ucraini, tra visite al cimitero, tentativi di vita normale e riflessioni sulla possibilità, realistica o meno, di un cessate il fuoco.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
I dronisti russi usano i bambini di Kherson come bersagli per allenarsi | DALL'UCRAINA
Ep.926: A Kherson, la grande città ucraina più vicina alla linea del fronte, vivono 5mila bambini. Dal 2024, i dronisti russi usano i civili di Kherson come bersagli per allenarsi. “Se vedi il cielo, sei in pericolo” insegnano le mamme ai figli. La vittima più piccola dei dronisti che inseguono i civili di Kherson si chiamava Dmitro, aveva un anno ed è stato ucciso nel cortile di casa della sua bi
La peggiore sconfitta politica di Trump è una pugnalata alle spalle
Ep.925: La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il presidente non poteva imporre i dazi. Trump considerava la Corte a maggioranza conservatrice una sua alleata, invece gli ha inflitto la peggiore sconfitta politica subita finora.
Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: video “Watch Trump's full news conference on Supreme Court's tariffs decision” pubblicato sul canale Yo
L’alcol è una cosa da vecchi
Ep.924: I principali marchi mondiali di birra, vino e distillati hanno bruciato 830 miliardi di dollari di valore di mercato negli ultimi quattro anni. Intanto, a San Francisco si organizzano rave dove l’earl gray e il darjeeling prendono il posto dei superalcolici, mentre a Parigi si fa festa nelle panetterie, brindando con il caffellatte e agitando la baguette. Così la generazione che beve poco,
La ministra più sveglia di Trump, che maneggia il caso Epstein
Ep.923: Qualche giorno fa, la procuratrice generale degli Stati Uniti Pam Bondi ha testimoniato al Congresso sul caso Epstein e confondere le acque è stata la sua missione. La premio Pulitzer Stephanie McCrummen ha pubblicato su The Atlantic un lungo articolo su di lei. Si intitola: “Che cosa è successo a Pam Bondi?”
Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: video “All Epstein files r
L’iraniana della porta accanto
Ep.922: “In questo momento sono innamorata di: Teheran, la lingua italiana, il cinema e le belle persone”, aveva scritto su X Raha Bahloulipour, una studentessa di 24 anni dell’Università di Teheran. Il 2 gennaio ha guardato “Sentimental Value”, sette giorni dopo è stata uccisa da un proiettile che le ha perforato un polmone. Lo scrittore Arash Azizi è andato a scartabellare tra i profili social d
Consigliato

BAZAR ATOMICO

Beginner Italian Podcast | Italiano per principianti con Teacher Stefano

Black Box - La scatola nera della finanza

Bouquet of Madness

BRANDY | Storie di Brand Daily Show

Brave Mai

Burnout - Cronache dai Roghi Digitali

Caffè Design

Cap & Tanz in the morning

Casa Zagato

Casinò Carcosa - Horror Podcast

Catteland